Controcultura: è morto Jim Haynes, uno dei leader dell’underground anni ’60 (2)

(Adnkronos) – Il successo di queste imprese – così come del suo spazio Arts Lab a Londra nel decennio successivo, spazio aperto a ogni sperimentazione di avanguardia – coincise con il suo crescente impegno contro la censura nelle arti. Nel Paperback Bookshop era possibile, ad esempio, acquistare “L’amante di Lady Chatterley” di David Herbert Lawrence, che fino al 1960 era vietato nel Regno Unito.
Nel 1966 a Londra Haynes fu uno dei fondatori di “International Times”, giornale underground per eccellenza degli “swinging 60s”, alfiere della cultura psichedelica e dell’abbattimento di ogni barriera e censura. La redazione comprendeva John “Hoppy” Hopkins, David Zane Mairowitz, Peter Stansill, Barry Miles, Tom McGrath. Jack Moore, William Levy e Mick Farren.
Haynes divenne poi uno strenuo promotore della liberazione sessuale, contribuendo a fondare la rivista “Suck” ad Amsterdam nel 1969 e il Dream Film Festival in 1971. Nel 1969 Haynes si trasferì a Parigi per assumere un incarico di insegnamento all’Università di Parigi VIII. In seguito ha scritto libri di narrativa e saggistica.