Blackout e gelo ad Amatrice: “Isolati dal mondo, abbandonati dallo Stato”

Roma, 7 gen. (Adnkronos) – Disagi caratterizzati da blackout continui, malfunzionamenti dei ripetitori di segnale delle maggiori compagnie di rete mobile, assenza di acqua, famiglie isolate senza poter comunicare, gelo. Questa la drammatica situazione che stanno vivendo in questi giorni i terremotati del centro Italia. Centinaia di famiglie che non riescono a comunicare. “Funziona solo un operatore telefonico perché c’è un ripetitore, sono dovuto arrivare fino a Rieti, comprarmi una scheda per riuscire quantomeno a comunicare con i miei parenti. Siamo isolati dal mondo”, il grido di allarme lanciato all’Adnkronos da Alessandro, residente di Amatrice.
“Sarà pure bella la neve – aggiunge – un fenomeno naturale simbolo di gioia e serenità. Ma qui, nelle Sae (soluzioni abitative di emergenza), ci sono quasi due metri di neve. Queste dovevano essere strutture provvisorie, fabbricati estivi diciamo. Di certo non sono idonei per reggere temperature che in questi giorni sono sotto lo 0. Dopo il terremoto, qui è rimasto quasi tutto com’era”.
Disagi che riguardano anche gli studenti, impossibilitati a seguire le lezioni di didattica a distanza. “La rete Internet non funziona – dice Alessandra, studentessa universitaria – ma possibile che nessuno intervenga? Siamo stanchi davvero. Parliamo di strumenti fondamentali non solo per la vita quotidiana, come ora è la Dad, ma soprattutto per la comunicazione in stato di emergenza”.
La luce, stando alle testimonianze raccolte, è andata via in alcune frazioni da diversi giorni, da quando sono iniziati temporali e nevicate. “Noi anziani non abbiamo nemmeno potuto telefonare ai nostri parenti per chiedere aiuto – racconta Sergio, pensionato che vive in un paesino vicino ad Amatrice – qui di politici non si vede più nessuno dal 24 agosto. Ogni anno, vengono per la classica passerella e i soliti proclami del tipo ‘non vi abbandoneremo, non sarete lasciati soli’. Squallide promesse mai mantenute – dice – la realtà è che siamo stati abbandonati. Oltre a tutti i problemi cui siamo costretti a convivere dal terremoto, c’è anche un totale disinteresse da parte dello Stato. Si fosse fatto vivo qualcuno…”, conclude.