Archeologia: è morto Massimo Foggini, scoprì la ‘Cappella Sistina del Sahara’

Torino, 14 gen. – (Adnkronos) – Passerà alla storia per aver restituito all’umanità uno dei suoi siti più antichi, ribattezzata “la Cappella Sistina del Sahara”, una delle culle della civiltà egiziana: il Cavaliere del Lavoro Massimo Foggini, un importante industriale torinese della componentistica per auto che una volta andato in pensione si è dedicato ai viaggi e alle esplorazioni in Egitto, decorato con la Legion d’Onore dalla Repubblica francese, è morto all’età di 86 anni. I funerali si terranno sabato 16 gennaio, alle ore 11, nella parrocchia di Santa Maria della Scala a Moncalieri (Torino).
Quella che è stata chiamata in suo onore “Grotta Foggini” è stata scoperta nel 2002 sull’altopiano del Gilf Kebir: è un esempio straordinario della sensibilità artistica dell’uomo primitivo dell’età del Neolitico. L’intera parete della “grotta delle meraviglie”, larga oltre 18 metri, fu ‘affrescata’ da generazioni di uomini primitivi con una molteplicità di temi che si susseguono e si sovrappongono: sopra tutti domina il tema inquietante della “bestia” (da cui deriva anche l’altra denominazione di “Grotta delle Bestie”).
La passione di archeologo ed esploratore dilettante di Massimo Foggini fu premiata l’11 maggio 2002 da una scoperta di risonanza internazionale. Ripercorrendo con il figlio Jacopo le orme del conte ungherese László Almásy, l’esploratore ed aviatore che ispirò il romanzo “Il paziente inglese” dello scrittore Michael Ondaatje, scoprì un santuario di 12mila anni fa, dove un popolo di cacciatori ‘raccontò’ la sua vita con migliaia di dipinti rupestri realizzati nell’arco di 5mila anni. In una grotta fu creato un grandioso affresco, una sorta di primordiale “Cappella Sistina”. Il governo egiziano ha eretto Gilf Kebir al rango di parco nazionale e ha onorato Foggini con una targa, posta in vista della grotta che porta il suo nome, anche sulle carte geografiche.