Russia: agente Fsb confessa a Navalny dettagli operazione avvelenamento

Berlino, 21 dic. (Adnkronos) – Fingendosi un assistente del segretario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev, Aleksei Navalny ha telefonato a uno degli agenti dell’Fsb che ha partecipato all’operazione per il suo avvelenamento. Questi, identificato come Konstantin Kudryavtsev, ha confessato l’intera azione, arrivando ad attribuire alla velocità dell’intervento del pilota dell’aereo a bordo del quale l’oppositore si era sentito male e dei servizi medici di emergenza all’atterraggio a Omsk, il fallimento dell’intervento, e spiegando che il veleno era stato spruzzato sulla sua biancheria intima.
La registrazione e la trascrizione della telefonata di 49 minuti, del 14 dicembre, sono state pubblicate da Bellingcat, il sito di giornalismo investigativo, dopo la telefonata, ha reso noti i nomi degli otto agenti che avevano pedinato il dissidente dal 2017, tre dei quali erano vicini a Navalny in coincidenza con l’avvelenamento lo scorso agosto.
Kudryavtsev si era recato due volte a Omsk dopo l’avvelenamento per eliminare le tracce della sostanza tossica impiegata, in particolare dai vestiti rimasti in ospedale, ha spiegato le ragioni per cui l’operazione è fallita e confermato che a guidarla è stato l’Fsb. “Hanno fatto atterrare l’aereo e la situazione si è sviluppata non in nostro favore. Se il volo fosse stato più lungo, la situazione avrebbe potuto essere diversa”. “L’aereo ha avuto un ruolo decisivo, uno dei fattori, l’altro quello che hanno effettuato le misure di emergenza”, ha affermato.