Pd: tra insofferenze e posizionamenti, il segnale dei ‘frondisti’ dem in Parlamento/Adnkronos

Roma, 4 dic. (Adnkronos) – Dopo mesi di pax costruita dalla segreteria di Nicola Zingaretti, ieri è andata in scena una dialettica interna ai dem che non si vedeva da po’. Le lettere partite dai gruppi. Al Senato e alla Camera. La prima un’operazione più strutturata che vede in gioco anche il ruolo di capogruppo di Andrea Marcucci, spesso giudicato ‘fuori linea’ rispetto al Nazareno e più in linea con gli ex-compagni di partito ora in Italia Viva, e che ieri con quei 25 senatori su 35 ha ‘contato’ e fatto pesare il suo consenso a palazzo Madama.
Alla Camera le cose sono andate un po’ di riflesso con quello che è accaduto al Senato ma con numeri molti più contenuti: una trentina di firme (su 90 deputati) e non si conoscono i nomi dei sottoscrittori. E il capogruppo Graziano Delrio non ha dato seguito alla cosa, mentre Marcucci si è rivolto a Conte per chiedere la modifica delle misure del dl Natale sulla mobilità tra i comuni, ‘casus belli’ del caso scoppiato ieri. Insomma, a Montecitorio un contesto diverso, ma il segnale che una parte minoritaria del gruppo è in fibrillazione.
Un’insofferenza che non riguarda i vertici dem, si spiega in ambienti parlamentari. Nel mirino c’è il governo, il premier Giuseppe Conte e in parte il capodelegazione Dario Franceschini. Per la scarsa considerazione delle richieste dei gruppi, si spiega. Il caso delle misure anti Covid per le festività natalizie -nello specifico appunto lo stop alla mobilità tra i comuni nei superfestivi- viene inquadrato come un ulteriore episodio in cui le sollecitazioni dei gruppi non vengono ascoltate.