Formula 1, Vettel esce allo scoperto: “non c’è mai stato un buon rapporto con Mattia Binotto”

Sebastian Vettel ha passato in rassegna la sua avventura in Ferrari, partendo dall'incontro con Montezemolo fino al rapporto con Binotto

L’avventura di Sebastian Vettel con la Ferrari è giunta al capolinea, il pilota tedesco lascerà infatti il team di Maranello dopo il GP di Abu Dhabi, ultimo appuntamento del Mondiale 2020 di Formula 1. Cala il sipario dunque sui sei anni in rosso del quattro volte campione del mondo, pronto a sposare il nuovo progetto dell’Aston Martin, prendendo il posto di Sergio Perez.

Vettel
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Alla vigilia del week-end di Yas Marina, Vettel ha fatto un bilancio della sua avventura in Ferrari, partendo dal primo incontro con Montezemolo: “avevo già incontrato anni prima Montezemolo, ma non era il momento giusto, per entrambi. Durante il 2014 ci siamo risentiti, sono andato a casa di Marchionne in Svizzera, abbiamo parlato e ci siamo fatti la ‘promessa di matrimonio’. L’accordo vero e proprio l’ho negoziato con Mattiacci, l’allora team principal. L’idea era quella di cominciare una nuova era in Ferrari e mi piaceva farne parte”.

Il rapporto con Marchionne

Vettel e Marchionne
Dan Istitene/Getty Images

Sebastian Vettel poi si è soffermato sul rapporto con Sergio Marchionne, colui che riuscì a fargli indossare finalmente la tuta della Ferrari, senza però riuscire a goderne a causa della prematura scomparsa: “è tragico che sia scomparso in modo così improvviso, per la Ferrari è stata una grande perdita. Aveva un carattere duro, non era facile andarci d’accordo, ma i successi ottenuti parlano per lui. Era un ottimo manager e aveva organizzato l’azienda in modo molto buono”.

La relazione con Binotto

binotto
Pool/Getty Images

Infine, il pilota tedesco ha parlato della sua relazione con Mattia Binotto, che rappresenta la persona che ha deciso di non rinnovare il contratto di Vettel, chiudendo di fatto la sua esperienza a Maranello. Queste le parole di Seb: l’ho incontrato la prima volta quando correvo con la Toro Rosso. Lui era responsabile dei motori clienti Ferrari che montavamo. Ho vissuto da vicino la sua crescita, dal reparto motori a direttore tecnico e poi a team principal. Ci rispettiamo molto ma tra noi non c’è mai stata quella sorta di amore alla base dei rapporti di un certo tipo. È un uomo pragmatico, il tempo ci dirà dove sarà in futuro la Ferrari guidata da lui”.