Nato due volte, Sinisa Mihajlovic e il terrore della morte: “ho sognato spesso il mio funerale”

L'allenatore del Bologna ha parlato della malattia e del modo in cui l'ha sconfitta, sottolineando di aver sognato spesso il proprio funerale

SportFair

Sinisa Mihajlovic è un uomo che è nato due volte, ama ripeterlo spesso soprattutto dopo aver sconfitto la leucemia. L’allenatore del Bologna ha superato tante sfide nella propria vita, ma questa malattia lo ha davvero toccato nel profondo: “ho imparato a piangere e non mi vergogno di farlo, nessuno deve vergognarsi di farlo“.

Mihajlovic
Marco Luzzani/Getty Images

Il serbo ha racconto le sue emozioni ai microfoni di Sky Sport, tornando a ripercorrere quei mesi difficili in cui non sapeva se ce l’avrebbe fatta a sopravvivere: “il momento più bello era il risveglio la mattina, dopo la notte passata da solo coi propri pensieri. La paura? Certo, avevo paura. Sognare, anche diverse volte, il proprio funerale è strano. Ma non ho mai perso la speranza, legata alla mia voglia di combattere: mi nutrivo del mio coraggio. Poi, certo, se non c’erano i dottori e le cure potevo anche essere coraggioso ma non ce l’avrei fatta. L’affetto della gente provocava in me due sentimenti contrastanti: ero contento quando dal balcone li vedevo radunati, venuti apposta per salutarmi, vedere quanta gente mi volesse bene. Ma provavo anche tristezza per il fatto di non poter essere lì con loro, insieme alla gente. Ma in fondo non ho mai avuto dubbi, sapevo che ce l’avrei fatta. Donare può salvare una vita, e non ci vuole tanto. E’ una cosa bellissima e nobile. Ma voglio anche dire che nella malattia non bisogna mai perdere la voglia di vivere e di combattere”.

Condividi