Gli allenamenti al Ranch e la scaramanzia sugli… stivali, Riccardo Rossi a SportFair: “sorrido, ma è importante”

Dalla chiamata a sorpresa di Fausto Gresini fino agli allenamenti al Ranch del Dottore, Riccardo Rossi si racconta e mette in chiaro i suoi obiettivi per il futuro

L’arrivo a sorpresa nel Motomondiale, l’inizio difficile e la crescita continua, compiendo quegli step necessari per farsi largo in un mondo di squali.

Riccardo Rossi adesso sa come si nuota in acque agitate, lo ha imparato a sue spese nel corso di queste due stagioni, durante le quali le difficoltà non sono mai mancate. Prima l’adattamento, poi l’abitudine alla dura battaglia e infine il Coronavirus, che lo ha messo di fronte ad una sfida mai affrontata fino a questo momento. Superato anche questo ostacolo, il futuro appare adesso roseo per Riccardo Rossi, pronto per un 2021 esaltante con addosso i colori del Team Boé Skull Rider Facile.Energy.

Il Mondiale 2020 è stato molto particolare, quali sono gli errori che ti senti di aver commesso dai quali ripartire?

Sicuramente, nel corso di questo mondiale, ci sono state delle opportunità che non ho sfruttato al massimo: penso alla gara 1 di Valencia quando, a causa dell’agitazione, non ho saputo approfittare al meglio della mia posizione nel gruppo di testa e non ho dato il 100% delle mie possibilità. Il fattore emotivo è una variante da considerare sempre, che giorno dopo giorno si impara a gestire e a trasformare in vantaggio competitivo“.

Hai trascorso già due anni in Moto3, quali obiettivi ti poni per il 2021?

Gli obiettivi per il 2021 sono molto chiari perché quest’anno è molto importante per me e  voglio dimostrare chiaramente e interamente  il mio valore“.

Il salto nel Mondiale nel 2019 è arrivato in maniera repentina, come si è presentata quella occasione? 

A metà del 2018, Fausto Gresini, il Team Manager del team Gresini, mi ha comunicato in maniera estemporanea questa sua decisione e mi ha dato questa meravigliosa occasione. Gli sono molto grato per avere creduto in me e nelle mie potenzialità e saprò fare in modo che non se ne penta mai“.

In cosa sei cambiato dalla prima gara che hai corso nel 2019? 

Se ripenso alla prima gara del 2019 mi accorgo quante siano le cose che sono cambiate nel mio approccio alle due ruote. Un cambiamento che riguarda un po’ tutto, come il modo stesso di vedere le cose che oggi mi permette di dare importanza prioritaria ad alcuni aspetti che prima non erano in alcun modo fondamentali. O per lo meno pensavo che fossero tali“.

Il momento più particolare del Mondiale 2020 qual è stato?

Sicuramente Valencia gara 1 è stato uno dei momenti più straordinari dell’anno, il coronamento di un week end del tutto positivo. Ho fatto la migliore qualifica a cui è seguita la mia gara migliore di sempre. Senza alcun dubbio“.

Hai fatto i conti con il Coronavirus, com’è stata questa esperienza e cosa ti ha fatto capire?

Mi ha fatto capire una lezione fondamentale, ovvero che a volte basta un niente per rovinare davvero tanto. Certo, io parlo di professione e non voglio nemmeno paragonare la mia esperienza a chi ha rischiato la vita a causa del virus. Il Covid mi ha fatto saltare una gara, mi ha costretto a 10 giorni chiuso in casa, non mi ha permesso di allenarmi a dovere. Ma sono vivo e ora sto bene e non mi posso assolutamente lamentare“.

Hai mai incontrato Valentino Rossi o gli altri piloti di MotoGp? C’è un aneddoto particolare accaduto nel paddock?

“Si, con Valentino Rossi mi sono allenato presso il suo Ranch, messo a disposizione per i giovani piloti proprio allo scopo di poter dare la possibilità di allenarsi con lui”.

Il Team Boè Skull Rider e lo sponsor Docksteps sono pronti a lanciare questa novità per il Mondiale 2021, con i collegamenti dai box. E’ un’idea che ti stuzzica? Ce la puoi raccontare?

Si, è un’idea molto innovativa e molto interessante perché permetterà ai tifosi di vivere in prima persona tutte le emozioni delle gare e dalla voce stessa dei protagonisti semplicemente utilizzando i canali social del brand. In un momento in cui è necessario mantenere le distanze, questo link virtuale è molto importante e sono sicuro che porterà dei grandi risultati“.

Cosa fai la domenica prima di salire in moto? Hai dei riti scaramantici?

Non faccio niente di troppo scaramantico, l’unica cosa importantissima è che quando mi preparo, mi devo infilare prima lo stivale sinistro e poi il destro… una sorta di rito propiziatorio che mi fa sorridere e che ripeto da sempre!”.

Dove sarà Riccardo Rossi tra 10 anni? Hai un sogno nel cassetto?

Spero di continuare a essere nel rutilante mondo delle due ruote a lottare per il titolo mondiale. Il mio sogno da sempre? Quello di vincere, naturalmente!“.