Morte Maradona, le rivelazioni di un ex compagno: “sono stato in camera con lui, mi vergognavo”

Ariel Ortega, ex compagno del Pibe a Usa '94, ha parlato dopo la morte di Maradona e ha rivelato un curioso aneddoto riguardante il Mondiale americano

La morte di Maradona ha lasciato un vuoto enorme nel cuore di Ariel Ortega, ex compagno di Diego con l’Argentina in occasione dei Mondiali di USA 1994. A quei tempi il Pibe era già sul vila del tramonto, al contrario del suo giovane connazionale che aveva appena cominciato a scoprire il mondo dei grandi all’età di 20 anni. In occasione della competizione iridata negli Stati Uniti, Maradona e Ortega finirono in stanza insieme, una notizia che destabilizzò eccome il giovane Ariel.

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“Mi vergognavo”

Ricardo Ceppi/Getty Images

Ortega a distanza di 26 anni è tornato a parlare di quell’episodio dopo la morte di Maradona, rivelando alcuni retroscena ai microfoni di TyC Sports: “amo Diego, non riesco a descrivere quanto abbia significato per me. Nel 1994 mi è capitato di condividere la stanza con lui. Se ci penso, credo che siamo in pochi a poterci permettere di raccontare una situazione del genere. Io neanche ci volevo stare in camera con Diego, mi vergognavo. Mi disse che la camera era la mia, di prenderne il pieno controllo e di fare ciò che volevo. Mi è sembrato incredibile: sembrava che io fossi Maradona e che lui fosse Ortega. Diego aveva un’umiltà straordinaria. Ho scoperto il lato umano di Diego non di Maradona. Ed era una persona fantastica”.

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Maradona e gli abbracci ai compagni

Ortega
Ben Radford/Getty Images

Il carisma di Maradona si sentì eccome in quell’Argentina, a rivelarlo è lo stesso Ortega che ha ammesso di aver ricevuto molto amore da Diego: “molte volte durante gli allenamenti ho voluto stare fuori dalle squadre per sedermi su un lato a guardarlo. Lo stimo come uomo oltre che come giocatore. Quando sei giovane capita di sbagliare comportamenti e atteggiamenti. A volte hai bisogno di un abbraccio e di un consiglio. Maradona mi ha dato entrambi e io gli sono estremamente grato. Mi ha sempre chiamato e cercato nei momenti belli, ma è stato molto più presente in quelli difficili. Mi ha lasciato in eredità un carico di affetto e di umanità enorme. Gli sarò grato per sempre”.