Morte Maradona, sempre più concreto il reato di omicidio colposo: “nessuno si occupava del paziente”

Secondo la procura di San Isidro che conduce le indagini sulla morte di Maradona, ci sono gli estremi per il reato di omicidio colposo

La situazione si complica per Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, gli unici indagati al momento per quanto riguarda l’inchiesta sulla morte di Maradona, avvenuta lo scorso 25 novembre.

Maradona
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Il medico personale del Pibe e la sua psichiatra dovrebbero presto finire a processo con il reato di ‘omicidio colposo‘, ipotesi accusativa che sta prendendo piede ogni giorno di più in base alle ricostruzioni della procura di San Isidro. Un quadro davvero pesantissimo per i due specialisti, che rischiano di pagare carissimo il comportamento tenuto nei confronti di Maradona dal momento delle dimissioni dalla Clinica Olivos fino alla sua morte.

Le conclusioni dell’inchiesta

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Secondo quanto emerso al termine delle indagini della Procura di San Isidro, pare che “il paziente non era monitorato, non era sottoposto a continuo controllo medico come le sue condizioni avrebbero richiesto e non assumeva alcun farmaco per le sue patologie cardiache“. Una situazione grave, che spinge gli inquirenti a rendere sempre più concreta l’ipotesi di omicidio colposo, che comporterebbe il carcere per Leopoldo Luque e Agustina Cosachov.

Omicidio colposo

medico Maradona
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Grave incuria da parte dei medici, nessuno si occupava del paziente“, questo l’esito delle indagini condotte dagli inquirenti, che complicano la posizione dei due specialisti e prevede per entrambi l’ipotesi di omicidio colposo. A temere è soprattutto Leopoldo Luque, che ha firmato la lettera di dimissioni nonostante Swiss Medical avesse richiesto il ricovero di Maradona in una struttura specializzata. Il medico del Pibe al momento non è in carcere, perché il giudice Diaz non ne ha richiesto l’arresto, non sussistendo un concreto pericolo di fuga.