Morte Maradona, nuovo colpo di scena nelle indagini: l’autista di Diego ha dichiarato il falso

L'indagine sulla morte di Maradona si arricchisce di un nuovo colpo di scena, l'autista del Pibe infatti potrebbe essere indagato per aver dichiarato il falso

Nuova clamorosa novità nell’indagine che la Procura di San Isidro sta portando avanti sulla morte di Maradona, avvenuta lo scorso 25 novembre nella sua casa di Tigre.

Diego Armando Maradona
Foto Getty / Marcelo Endelli

Nel registro degli indagati infatti potrebbe finire una terza persona dopo Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, rispettivamente medico e psichiatra del Pibe. I tre magistrati che portano avanti l’inchiesta hanno disposto un supplemento di indagini su Maximiliano Trimarchi, autista personale di Maradona da qualche anno. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, il 44enne avrebbe dichiarato il falso agli inquirenti: avrebbe detto di non trovarsi sul luogo del decesso il 25 novembre, ma le telecamere e i dati delle celle telefoniche lo sconfessano.

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Morte Maradona: si indaga sull’autista

Maradona
Rodrigo Valle/Getty Images

Nelle prossime ore, Maximiliano Trimarchi potrebbe finire nel registro degli indagati, i magistrati infatti vogliono vederci chiaro sulla sua posizione e capire il motivo per cui abbia mentito sulla propria posizione. Il pm Patricio Ferrari ha disposto una perquisizione nell’abitazione dell’autista di Maradona, in seguito alla quale sono stati sequestrati un cellulare e altri dispositivi elettronici. Una perizia è stata già richiesta e verrà compiuta nei prossimi giorni, mentre quella sui cellulari di Luque e Cosachov è già partita. Sulla questione si è soffermato Mario Baudry, il legale che difende gli interessi del figlio più piccolo di Maradona: “Trimarchi – che oltre a fungere da autista di Maradona era anche fratello della contabile che gestiva diverse società dell’idolo argentino – è stato ripreso più volte a entrare e uscire dall’abitazione di Tigre in cui Maradona si è spento la mattina del 25 novembre. Lo dicono i dati del suo cellulare e le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Faremo luce su tutto“.