Monti (Autorità portuale Sicilia Occidentale): “Grave richiesta Ue”

Palermo, 7 dic. (Adnkronos) – “E’ inutile girarci attorno, siamo ormai arrivati allo showdown. Il Governo deve assolutamente prendere la situazione in mano e reagire. Sono decisamente molto preoccupato”. A parlare, in una intervista esclusiva all’Adnkronos è il Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale Pasqualino Monti che commenta così la richiesta all’Italia della Commissione europea di abolire le esenzioni dall’imposta sulle società concesse alle autorità portuali sul proprio territorio, allineando il proprio regime fiscale alle norme dell’Ue sugli aiuti di Stato, entro il primo gennaio 2022. Secondo la Commissione europea “i profitti che le autorità portuali ricavano dalle loro attività economiche devono essere tassati ai sensi delle normali leggi nazionali in materia di tassazione delle società per evitare distorsioni concorrenza”. Ma il Presidente Monti si dice “preoccupato” perché “c’è una data ben precisa” che è il primo gennaio 2022 e la Commissione “nonostante i tanti momenti di confronto con il governo ancora non ha ancora cambiato idea e continua a portare avanti questa idea di ‘copia e incolla’. E’ una situazione che va attenzionata in modo importante e decisa. Perché sarebbe un danno incredibile”. E avverte: “Dobbiamo smetterla con le battaglie di retroguardia”.
“E’ una situazione paradossale – spiega ancora Monti che proprio oggi si trova al Ministero delle Infrastrutture per un nuovo confronto – E’ come se la Commissione europea non abbia compreso la natura giuridica dei nostri enti, delle Autorità portuali. E io lo trovo di una gravità assoluta perché è chiaro che se la risoluzione rimane questa, il primo gennaio del 2022, cambia il panorama nazionale dell’intera politica dei trasporti. La portualità a livello nazionale varia completamente”. “Non si è capito, o forse non si è voluto capire, che noi rappresentiamo lo Stato nelle nostre funzioni, quindi la natura pubblica dei nostri enti. Per cui, fondamentalmente, siamo in una fase nella quale anche il nostro Ministero oggi deve prendere la regia della situazione e cercare con scelte chiare e forti di fare comprendere alla Commissione quello che realmente noi siamo. Ci troviamo di fronte a uno showdown e mi auguro che non arrivi alla Corte di giustizia europea”.