Libia: la denuncia dei pescatori, ‘sentivamo torturare altri detenuti, gridavano’/Adnkronos

Mazara del Vallo (Trapani), 22 dic. (Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) . “La notte era il momento più brutto, quando si sentivano le urla disperate di detenuti che venivano torturati. I militari li venivano a prendere e subito dopo c’erano le grida disumane. Sembravano bambini”. Bernardo Salvo, uno dei 18 pescatori liberati in Libia, fa ancora fatica a parlarne. Appoggiato sulla ringhiera del balcone di casa, nel centro di Mazara del Vallo, dove si prepara alle feste di Natale, ricorda quei momenti in cui i militari avrebbero torturato decine di detenuti. Si allontana dal figlio più piccolo, Gabriele di 10 anni, che lo tiene abbracciato da quando è tornato dalla Libia, perché non vuole che senta queste atrocità. “Era terribile – racconta con il viso che si rabbuia – si sentiva chiaramente che subivano torture”.
Di notte, all’esterno del carcere “si sentivano in continuazione degli spari”, racconta ancora ‘Dino’ Salvo, timoniere del peschereccio ‘Natalino’, che subito dopo il sequestro è stato picchiato a sangue. Gli hanno dato delle ginocchiate, schiaffi e pugni. “Per tre giorni ho zoppicato per il dolore”, dice. E poi racconta che nel tragitto da un carcere all’altro “Bengasi era popolata solo da militari e pochissimi civili – dice – non ho mai visto un bambino per strada. Sembrava una città fantasma. Una città orribile, in guerra”.
Anche un altro pescatore, il tunisino Hedi Ben Thameur, 59 anni, che deve prendere da giorni pesanti antidolorifici “perché non mi sentivo più le gambe a furia di dormire a terra, sul pavimento” racconta di torture e pestaggi all’interno del carcere. “Con noi c’erano doversi intellettuali, erano rinchiusi in altre celle – spiega il pescatore imbarcato insieme con il figlio Lysse di 30 anni – c’erano professori, maestri, scienziati, studiosi, insomma intellettuali che erano stati presi dal regime di Haftar. E venivano picchiati, senza motivo”. Attraverso l’Adnkronos lancia un appello “al mondo, all’Europa, all’America”, dice “affinché qualcuno intervenga per fare uscire “gli intellettuali dal carcere, sono innocenti. Perché devono continuare a stare in galera senza alcun motivo valido?”, dice.