Letteratura: Paolina Leopardi, studiosa porta alla luce ‘zibaldone’ sorella Giacomo / Adnkronos

Roma, 13 dic. – (Adnkronos) – Paolina Leopardi (1800-1869) trascorse quasi tutta la vita con la penna in mano, vergando giorno e notte lettere, biglietti, appunti, traduzioni, testi originali. Conservava tutti gli scritti, tranne le lettere ricevute che distruggeva subito, per timore che i genitori le potessero leggere. Con i suoi voluminosi appunti, mise insieme un vero e proprio ‘zibaldone’. A riscrivere la vita della dimenticata sorella del grande poeta Giacomo è la filologa e storica della letteratura Elisabetta Benucci, ricercatrice e collaboratrice dell’Accademia della Crusca, autrice di “Vita e letteratura di Paolina Leopardi” (Le Lettere, pagine 262, euro 19,50), prima biografia completa su basi rigorosamente scientifiche, con alcuni inediti che provengono dalla consultazione delle carte conservate a Casa Leopardi a Recanati (Macerata).
In pagine di piccolo formato, con una grafia chiara e priva di sbavature, Paolina era solita trascrivere brani, tratti principalmente da libri o da recensioni su periodici. Il suo “zibaldone”, però, a differenza di quello ben più famoso del fratello, non contiene riflessioni o considerazioni personali, ma solo trascrizioni, come era d’altronde uso comune all’epoca.
Alla fine di ogni anno con precisione quasi maniacale Paolina faceva rilegare personalmente quelle pagine in graziosi volumetti, dalla copertina in carta marmorizzata: i libretti vanno dal 1823 al 1869, anno della sua morte. Si tratta, in realtà, di 37 piccoli quaderni rilegati in 11 volumetti tuttora conservati a Palazzo Leopardi, che Paolina ha riempito di annotazioni le più varie, da notizie di cronaca nera o rosa ad articoli letterari in italiano e in francese.