Letteratura: Paolina Leopardi, studiosa porta alla luce ‘zibaldone’ sorella Giacomo / Adnkronos (3)

(Adnkronos) – Per il giornale del padre “La Voce della Ragione” Paolina si occupò di tradurre gli articoli che apparivano nei giornali in lingua francese. Paolina contribuì con un numero ragguardevole di traduzioni: dei 1.188 articoli giunti alla redazione, 274 furono gli articoli da lei rielaborati o tradotti, dei quali 252 editi. Ma di fatto componeva il giornale e riguardava le bozze. Tuttavia Paolina si trovò ingabbiata in un rigidissimo schema, che la portò a tradurre quello che il padre voleva.
Quando “La Voce della Ragione” fu soppressa nel 1835, Paolina continuò la sua attività, l’unica che le era permessa per trascorrere le sue vuote e noiose giornate. Determinata a continuare i suoi studi e i suoi impegni letterari, riuscì a crearsi una fitta rete di collaborazioni, entrando in contatto con le redazioni di vari giornali. Intensificò così l’attività di traduttrice freelance, spedendo articoli, oltre che alla “Voce della Verità” e all'”Amico della gioventù” che si stampavano a Modena, a tanti altri periodici, in primo luogo alle gazzette di Bologna, Genova, Milano e Venezia, oltre che al giornale “Il Cattolico di Lugano”. Alla fine i suoi scritti ammontarono a più di 450 titoli, dei quali almeno 304 videro la luce nella “Voce della Verità”.
Gli scritti di Paolina inviati alla “Voce della Verità”, presumibilmente traduzioni di articoli apparsi in giornali stranieri, sembrano racconti o piccoli romanzi; ognuno, però, trovava una giustificazione nel sentire di Paolina o si addiceva perfettamente a qualche aspetto della sua vita. Non a caso scelse di narrare storie curiose, racconti di viaggio, notizie letterarie che corrispondevano a particolari corde della sua sensibilità e che comparvero sulle colonne del periodico modenese. Ci sono alcune traduzioni/narrazioni dedicate a giovani donne morte prematuramente, nelle quali Paolina aveva individuato forti somiglianze con la sua vicenda personale. Certa di “esser morta da lungo tempo” e desiderosa di “dormire sempre più, fosse anche per sempre”, Paolina “si era sentita particolarmente coinvolta da queste storie, in cui si era immedesimata come in un transfert”, spiega Benucci sempre all’AdnKronos.