Juventus-Napoli, De Laurentiis distrugge Pirlo: “non voglio dargli del pirla, faccia l’allenatore e basta”

Aurelio De Laurentiis ha replicato in maniera piccata nei confronti di Pirlo, che aveva criticato la sentenza del Collegio di Garanzia su Juventus-Napoli

Il Napoli è riuscito a ribaltare la decisione del Giudice Sportivo, poi confermata dalla Corte d’Appello, che aveva inflitto agli azzurri la sconfitta a tavolino e un punto di penalizzazione in classifica per non essersi presentati a Torino per la sfida contro la Juventus lo scorso 4 ottobre. Il Collegio di Garanzia del Coni ha accolto il ricorso della società del presidente De Laurentiis, disponendo che la gara venga rigiocata nei prossimi mesi.

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De Laurentiis risponde a Pirlo

Pirlo
Alessandro Sabattini/Getty Images

Subito dopo Juventus-Fiorentina, Andrea Pirlo ha espresso il proprio giudizio sulla questione, sottolineando come molte squadre siano state danneggiate. All’allenatore bianconero ha replicato proprio De Laurentiis, intervenendo a Radio Capital: “Pirlo dovrebbe fare l’allenatore e basta, lasciare ai suoi rappresentati della società certe risposte. Quella è una sentenza dello Stato, una legge dello Stato in questo casino del Covid, con lo Stato incapace di affrontarlo, che fai? Anteponi una legge dello sport ad una legge statale rischiando il penale? Mi sembra una follia. Pirlo non fa di mestiere l’avvocato, non conosce certe procedure e non conosce cosa è accaduto a livello di protocolli. Non voglio prendermela con Pirlo dandogli del Pirla, sarebbe troppo facile. Faccia l’allenatore. Ha detto quello che avrebbe detto qualsiasi allenatore per difendere la società per cui lavora“.

La telefonata di Draghi

De Laurentiis
Marco Rosi/Getty Images

Aurelio De Laurentiis poi ha rivelato di aver ricevuto molte telefonate di sostegno, anche da Mario Draghi: “ho ricevuto grande solidarietà da molti. Qui non si trattava di vincere o perdere, ma di ribaltare una decisione sbagliata presa dalla Federcalcio. Anche Mario Draghi mi ha telefonato per compiacersi, essendo lui un uomo di stato, era soddisfatto che ci fosse stata una giustizia equa“.