Ciclismo, l’agghiacciante ricordo di Fabio Jakobsen: “l’incidente? Ricordo l’estrema unzione del prete”

Fabio Jakobsen ha parlato del terribile incidente che lo ha visto protagonista al Giro di Polonia, rispolverando agghiaccianti ricordi di quel giorno

Il 2020 sta per finire, ma Fabio Jakobsen lo ricorderà come un anno tremendo in cui ha anche rischiato di morire. Il corridore olandese è stato protagonista di un tremendo incidente durante il Giro di Polonia, quando sul traguardo della prima tappa è stato spinto contro le transenne da Dylan Groenewegen.

Numerose fratture e 130 punti di sutura per Jakobsen, che ha ricordato ai microfoni di Marca quei terribili istanti: “quella di Katowice per molti era una delle prime gare dopo il lungo stop per il Covid. Ricordo il rumore delle bici quando siamo entrati nell’ultimo km, la strada in leggera discesa. Ero dietro i miei compagni di squadra, Davide Ballerini e Florian Senechal. Poi più nulla. Rivedendo le immagini sono stato fortunato a scontrarmi con un addetto della Uci. Ha in qualche modo attutito l’impatto con un arco di metallo che probabilmente mi sarebbe stato fatale. Lui come sta? Parecchie costole rotte, ma complessivamente se l’è cavata“.

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L’estrema unzione

ph. Instagram Jakobsen

Fabio Jakobsen ha poi rivelato di ricordare i giorni trascorsi in ospedale, durante i quali gli si è avvicinato anche un prete per dargli l’estrema unzione: “la prima immagine che ho, anche se molto confusa, è quella di tre medici nella mia camera. Ma è quando ho visto mio padre con le protezioni per il Covid, arrivato in Polonia con mia madre e mia sorella, che mi sono reso conto di tutto ed ho anche chiesto cosa fosse successo. C’era gente che moriva nella stanza vicino alla mia. Un sacerdote mi si è avvicinato, aveva un libro in italiano. Ha pregato per me, mi ha dato l’estrema unzione. Non sono credente, ma in quel momento mi sono detto che comunque anche se non avesse funzionato, non mi avrebbe certo arrecato danno“.

Il messaggio di Groenewegen

Fabio Jakobsen
Credits: Instagram @Fabiojakobsen

Infine, Jakobsen si è soffermato anche sul responsabile dell’incidente, ossia Dylan Groenewegen: “mi ha inviato un messaggio per sapere delle mie condizioni. Poi mi ha anche chiesto se era possibile vederci, ma non mi sento ancora pronto. I nove mesi di squalifica? Sono tanti, però considerando la pausa, a conti gari non perderà molte gare”.