Incidente Grosjean, il tremendo racconto di quei 28 secondi: “il mio corpo si era arreso alla morte”

L'incidente di Grosjean ha tenuto con il fiato sospeso tutti coloro che lo hanno visto, compreso il pilota del Team Haas che è tornato a raccontarlo

Un racconto terribile, parole che mettono i brividi e che danno ancora di più la sensazione di cosa sia accaduto nel corso di quei 28 interminabili secondo. L’incidente di Grosjean è stato un evento tanto spettacolare quanto terribile, che ha lasciato con il fiato sospeso non solo il circus della Formula 1, ma anche tutte le persone incollate davanti alla tv. Attimi interminabili, che il pilota della Haas è tornato a ricordare in questi giorni, dopo aver lasciato l’ospedale per respirare nuovamente l’atmosfera del paddock di Sakhir.

“Il corpo si è quasi arreso alla morte”

Grosjean
Peter Fox/Getty Images

L’incidente di Grosjean è avvenuto dopo poche curve del primo giro del GP del Bahrain, un crash terribile che il pilota della Haas ha rivissuto così: “ho provato subito ad uscire dall’abitacolo, ma ho sentito subito qualcosa contro la mia testa. Non provavo stress perché non ero conscio del fatto che la vettura stesse prendendo fuoco. Poi ho visto arrivare le fiamme, a quel punto ho realizzato che dovevo subito uscire dall’abitacolo. Prima a destra, poi a sinistra, senza successo. Ho iniziato a pensare a Niki Lauda, al fatto che non poteva finire così. In quel momento ho vissuto i millisecondi peggiori, quelli in cui il corpo si è rilassato, quasi arrendendosi alla morte imminente. Ho iniziato a chiedermi da dove inizierà? Mi farà male? Poi ho pensato ai miei figli, al fatto che non dovevano perdere il loro papà”.

Mani ustionate e fiamme intorno

Grosjean
Mark Thompson/Getty Images

Il racconto di Grosjean poi è proseguito, facendo luce anche su altri particolari: “ho provato ad uscire di nuovo a sinistra, facendo una torsione della spalla, e stava funzionando se non fosse per il fatto che avevo il mio piede sinistro incastrato nell’abitacolo. Quindi sono tornato seduto, e ho spinto il più possibile per liberare il piede, che è riuscito finalmente ad uscire senza la scarpa. Dopo aver trovato di nuovo lo spazio per uscire a sinistra ho realizzato che dovevo mettere le mani tra le fiamme per uscire definitivamente”.

“Volevo camminare per mostrare che stessi bene”

Grosjean
Rudy Carezzevoli/Getty Images

Infine, Grosjean ha concluso il proprio terribile racconto: “i miei guanti sono rossi e ho visto il sinistro in particolare diventare nero. Ho avvertito il dolore di avere le mani bruciate, ma anche il sollievo di essere riuscito ad uscire dalla macchina. A quel punto sono saltato per superare la barriera. Anche la mia tuta ha iniziato a prendere fuoco e ho realizzato di essere una sorta di torcia umana. Ho anche voluto subito togliermi i guanti, perché sentivo delle bolle e non volevo che la pelle si fondesse con i guanti diventando poi impossibile estrarre le mani dai guanti. Poi mi hanno fatto accomodare sulla Medical Car e mi hanno detto che l’ambulanza era in arrivo e che sarebbe andato tutto bene, io ho solo insistito affinché mi permettessero di raggiungere l’ambulanza e piedi e non in barella per dare un segnale forte a chi era davanti alla tv che stavo bene”.