Governo da lockdown a Italia divisa in zone, il 2020 di Conte alle prese col coronavirus (7)

(Adnkronos) – A maggio iniziano a scorgersi le prime luci in fondo al tunnel. Il governo pian piano inizia ad allentare la morsa del lockdown e arriva una maxi manovra da 55 miliardi, il cosiddetto ‘decreto rilancio’. Il 10 maggio un’altra pagina felice per Conte e il suo governo: viene liberata dopo 18 mesi di prigionia Silvia Romano, la cooperante milanese rapita da un gruppo di terroristi integralisti islamici in Kenya e Somalia.
Il 18 maggio segna la fine del lockdown in tutta Italia, anche se cinema e teatri restano chiusi e rimane il divieto di spostarsi tra le regioni. Intanto il dibattito politico si infiamma attorno a Bonafede, sotto accusa per la gestione delle carceri durante la pandemia e lo scontro a distanza con il magistrato Nino Di Matteo. Il ministro viene difeso a spada tratta da Conte a dai 5 Stelle. I renziani minacciano di appoggiare la mozione di sfiducia del centrodestra, il governo trema. Alla fine il Senato respinge, anche Iv vota contro l’uscita di scena del Guardasigilli. Eppure il governo Conte torna ad arrancare, le voci di un premier sempre più isolato rimbalzano e coinvolgono tutti gli alleati di governo, nessuno escluso.
Il 27 maggio la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen annuncia il piano ‘Next Generation Eu’ per far fronte all’emergenza Coronavirus: 750 miliardi, di cui 500 a fondo perduto e gli altri 250 in prestiti. All’Italia spetterebbe la parte più corposa della torta: 172,7 miliardi, di cui 81,807 versati come aiuti e 90,938 in prestiti. Un risultato insperato, eppure non sufficiente a mettere il presidente del Consiglio al riparo dai venti di guerra che ormai spirano, sempre più forti, nel governo.