Ferrari stanca di aspettare, Binotto adesso rischia: un altro 2020 equivarrebbe al licenziamento

Mattia Binotto ha parlato del proprio futuro in Ferrari, sottolineando di essere consapevole di rischiare il licenziamento nel caso in cui venisse ripetuto il 2020

Il 2020 è stato l’anno peggiore della Ferrari dal 1980 fino ad oggi, un Mondiale disastroso concluso al sesto posto della classifica Costruttori, alle spalle di scuderie con cui il Cavallino non aveva mai lottato.

Binotto
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Un crollo verticale su cui gli uomini in rosso stanno già lavorando, per non ripetere gli errori e rilanciarsi in vista del 2021, quando saranno chiamati ad un deciso riscatto. Ne è consapevole anche Mattia Binotto, che ha ammesso senza remore di rischiare il posto nel caso in cui il trend negativo dovesse continuare: “sono consapevole che il mio tempo alla Gestione Sportiva non sia infinito e legato ai risultati. Non mi illudo. A parte questo 2020, negli ultimi 5 anni siamo sempre finiti secondi o terzi, gli unici a contendere il titolo alla Mercedes: se questa squadra è riuscita a fare questi risultati, ho totale fiducia che possa fare altrettanto bene nel futuro. Il sangue fresco fornito dalla coppia più giovane di piloti schierata dalla Ferrari dal 1968, il motore nuovo che mi lascia buone speranze per le prestazioni e la volontà di riscatto della squadra ci faranno tornare al top“.

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Gli obiettivi

squadra Ferrari
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Mattia Binotto ha individuato quelli che dovranno essere gli obiettivi per il 2021: “finire almeno terzi, dobbiamo essere realisti: il divario verso i migliori è troppo largo e il tempo per colmarlo poco. A fronte di una power unit nuova, avremo un telaio congelato e una riduzione del 60% nel lavoro in galleria del vento e al simulatore. Inoltre, ci sono AlphaTauri e Racing Point, che contrariamente a noi potranno continuare a sviluppare la monoposto più liberamente e chi, come la McLaren, passerà ai motori Mercedes traendone un vantaggio“.

I piloti del futuro

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Interrogato poi sui piloti Ferrari del futuro, Mattia Binotto è partito da Mick Schumacher: “la Ferrari Driver Academy non è nata per allevare piloti di Formula 1, ma il prossimo pilota per la Ferrari. Oggi è presto per decidere ma ci sono le premesse per vedere Mick in rosso nel 2023. Hamilton? Noi abbiamo investito su Leclerc che ha talento e in Carlos: non ci servono altri piloti. Per Charles è stata comunque una stagione di crescita, sia in fatto di leadership, sia nel rapporto con i tecnici. Ha imparato pure a gestire le gomme sulla distanza“.