Coronavirus, il mistero dell’altissima mortalità in Italia: i motivi di questi tremendi numeri

Gli esperti medici italiano hanno analizzato la mortalità del Coronavirus in Italia, provando a dare una spiegazione su questo importante dato

La mortalità da Coronavirus che si registra in Italia è quasi la più alta del pianeta, le persone decedute dall’inizio della pandemia sono 58.030, di cui ben 993 nelle ultime 24 ore. Numeri impressionanti, soprattutto se rapportati agli altri Paesi, dove la situazione è notevolmente migliore. Nella settimana appena trascorsa, l’Italia ha contato 8,67 decessi ogni 100.000 abitanti, la Spagna ne conta 4 per 100.000 abitanti, la Francia 5,3, il Regno Unito 4,8, la Germania addirittura 2,55. Il numero più alto è ovviamente quello del nostro Paese, dove ogni 100.000 abitanti muoiono quasi il triplo delle persone rispetto alla Germania.

Il motivo dell’alta mortalità italiana

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Alvaro Calvo/Getty Images

Sul perché in Italia si muore così tanto per Coronavirus si è soffermato Lorenzo Richiardi, stimato docente di epidemiologia e statistica medica all’Università di Torino, che ha parlato ai microfoni della ‘Stampa’: “il motivo di tanti morti in Italia resta un mistero. Una teoria è perché abbiamo una popolazione anziana, ma non basta. I 993 di ieri si sarebbero ammalati a inizio novembre. La diagnosi spesso è precoce, le cure mirate e passa più tempo. Detto questo, purtroppo, come abbiamo messo in luce coi colleghi Micheli e Forastiere sulla rivista ‘Epidemiologia e prevenzione’ l’età resta il fattore principale di mortalità“.

L’analisi dell’esperto

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Alvaro Calvo/Getty Images

Sulla questione mortalità è intervenuto anche Graziano Onder, geriatra del Gemelli e responsabile del rapporto sulla mortalità da coronavirus dell’Iss: “nel nostro Paese il 90% dei morti sono per e non con Covid. Persone anziane e con più patologie uccise comunque dal virus. Da noi tutti coloro che muoiono e risultano positivi al tampone vengono classificati come decessi per Covid, non è così in altri Paesi. La colpa non è del servizio sanitario nazionale, che è tutto fuorché inferiore ad altri“.