Coronavirus: arcivescovo Milano, ‘c’è emergenza spirituale, grazie a chi è rimasto al suo posto’

Milano, 4 dic. (Adnkronos) – C’è in atto un’emergenza “spirituale”. E’ la “diagnosi” dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che nel suo tradizionale “discorso alla città” di questa sera, avverte la sua comunità di aver percepito, insieme alla prudenza, un certo “inaridimento degli animi, un lasciarsi travolgere dal diluvio di aggiornamenti, di fatti di cronaca, di rivelazioni scandalose, di strategie del malumore, di logoranti battibecchi”. E’ questo “un atteggiamento più incline alla rinuncia che alla speranza”.
Con ’emergenza spirituale”, l’arcivescovo intende “lo smarrimento del senso dell’insieme che riduce in frantumi la società e l’identità personale e permette così ai diversi frammenti di imporsi e dominare la scienza. Ne deriva la condizione di aridità degli animi che sono come assediati dalle emozioni, dalle apprensioni, dalle notizie della pandemia”.
I mesi dell’emergenza sanitaria, ad ogni modo,”sono stati e sono una dura lezione per la gente e hanno decretato il fallimento dell’io” e dell’individualismo”. Da qui, l’elogio di chi “rimane al proprio posto”, delle persone “che hanno sentito in questo momento la responsabilità di far fronte comune, di moltiplicare l’impegno”. Grazie a loro, dice Delpini, l”a città funziona anche sotto la pressione della pandemia. Rimangono dove sono, come una scelta ovvia; affrontano fatiche più logoranti del solito, come una conseguenza naturale della loro responsabilità. Rimangono al loro posto e fanno andare avanti il mondo: gli ospedali funzionano, i trasporti, i mercati, i comuni, le scuole, le parrocchie, i cimiteri, gli uffici funzionano”.