Mirco Lazzari gp/Getty Images

Un’altra giornata deludente per Valentino Rossi, classificatosi al sedicesimo posto al termine delle Qualifiche del GP di Valencia, penultimo appuntamento del Mondiale 2020.

Valentino Rossi
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Una prestazione tutt’altro che positiva, che ha lasciato l’amaro in bocca al pilota pesarese che, apparso sconsolato davanti ai media: “il problema è che l’anno scorso abbiamo avuto una stagione difficile ed avevamo bisogno di migliorare tante cose, come il motore e il grip posteriore, ma dalla prima volta che ho guidato la moto nuova, le sensazioni sono state molto simili. Il problema non è che la moto vecchia sia migliore della nuova, è che non siamo stati capaci di fare uno step con la 2020. Morbidelli è in pole, ha guidato molto bene, ma negli ultimi anni è capitato spesso che i piloti del team satellite fossero in grado di essere più veloci di quelli del team ufficiale. Ci serve un lavoro serio per provare a migliorare“.

Valentino Rossi
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il Dottore ha poi rifilato una frecciatina alla Yamaha, colpevole di non ascoltarlo: “cerco sempre di spiegare le mie sensazioni sulla moto e i problemi che abbiamo. Devo dire però che negli ultimi anni sono rimasti sempre quelli, quindi non ho capito neanche adesso quanto mi stiano ad ascoltare. Quindi non sono molto preoccupato per l’anno prossimo all’idea di non essere nel team ufficiale, perché non credo che questa cosa cambierà molto. A me piace lavorare con la Yamaha, perché sono un pilota con tanta esperienza e molto sensibile, però purtroppo non siamo riusciti a migliorare tanto“.

Valentino Rossi
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Sulle novità in vista del prossimo anno, il Dottore ha ammesso: “è vero che il motore è un nostro problema, diciamo uno dei punti deboli della M1, quindi il congelamento non è una grande notizia. Ma in MotoGP ci sono un sacco di altre cose che si possono fare senza aprire il motore. Si può lavorare sulla moto per migliorare il grip, quindi se la Yamaha vuole c’è molto margine per migliorare. Negli ultimi anni il modo di lavorare in MotoGP è cambiato tanto. Oltre a quello che arriva dal Giappone, che fino al 2015-2016 era tutto, le altre Case hanno una seconda ed una terza squadra di ingegneri che lavorano in Europa. Ma vale anche per chi ha già base in Europa. C’è un grande lavoro per mettere tutte le forze insieme e migliorare. Credo che la Yamaha si debba un po’ adattare a questo metodo“.