Roma, 3 nov (Adnkronos Salute) – Un report ‘aperto’ che delinea lo scenario delle terapie onco-ematologiche personalizzate in Italia aggiornandosi in maniera continua. è l’ambizione dell’ebook ‘Le terapie Car-T, dal laboratorio al paziente”, scaricabile dal sito di Osservatorio terapie avanzate – presentato oggi in streaming – che si inscrive nel progetto ‘Cell Therapy Open Source’. L’iniziativa, nasce dalla collaborazione di Gilead Sciences e Osservatorio terapie avanzate, e ha l’obiettivo di creare un documento di discussione e riflessione in costante aggiornamento sulle terapie cellulari. Il primo volume di cui si è parlato oggi, dedicato alle terapie Cart-T, ha ricevuto il patrocino di Ail, Gruppo di lavoro Favo neoplasie ematologiche e de La Lampada di Aladino Onlus.
Il report, redatto con il contributo di alcune tra le voci più autorevoli e coinvolte del panorama italiano sul tema delle terapie cellulari, delinea un quadro approfondito su questo tipo di terapie per poi definire le principali sfide organizzative e di gestione che il nostro Paese sta affrontando e dovrà affrontare: dalla complessità della produzione, all’aspetto regolatorio; dalla loro sostenibilità economica per il Servizio sanitario nazionale all’accesso per i pazienti.
“Le terapie Car T – ha affermato Paolo Corradini, direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano – rappresentano una speranza concreta per quei malati che non rispondono alle cure convenzionali. L’arrivo sul mercato delle terapie avanzate rappresenta indubbiamente un’importante evoluzione della medicina verso approcci sempre più personalizzati, e apre, così, nuovi scenari e percorsi di cura”.
Sul piano della sostenibilità, la sfida posta dalle nuove terapie è enorme: sono oltre mille le sperimentazioni cliniche in corso sulle terapie avanzate e le previsioni sono che, entro il 2030, saranno autorizzati circa 50 nuovi prodotti di terapie avanzate, e tra di esse le Car-T giocano un ruolo di rilievo. “In questo scenario complesso, l’industria farmaceutica sta giocando una parte importante. La partnership tra pubblico e privato è fondamentale e costituisce la chiave per assicurare al contempo un ulteriore sviluppo delle terapie avanzate ed un ampio accesso alle stesse”, ha detto Valentino Confalone, vice president e general manager di Gilead Sciences Italia.
“Siamo di fronte all’avvio di un percorso rivoluzionario per l’oncoematologia – ha continuato – poiché crediamo che la terapia cellulare diventerà una importante opzione di trattamento anche per altri tipi di tumore, compresi quelli solidi. In questo periodo di emergenza sanitaria mondiale l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ossia assicurare il trattamento ai pazienti, è stato raggiunto attraverso un grande impegno organizzativo e impiego straordinario di risorse messe in campo da Gilead, a ulteriore riprova del ruolo chiave che l’industria svolge in campo oncoematologico e non solo”.
Nel corso dell’incontro virtuale – a cui hanno partecipato oltre all’ematologo Paolo Corradini e al manager Valentino Confalone anche Francesco Macchia, editore dell’Osservatorio Terapie Avanzate e il rappresentante dei pazienti Davide Petruzzelli del gruppo di Lavoro Favo, neoplasie ematologiche – si è posto l’accento sull’importanza di una riflessione attiva su questa rivoluzione in corso che coinvolga i diversi attori in campo: l’accademia, l’industria del farmaco, le istituzioni, gli operatori sanitari e i pazienti.