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Correva l’anno 2012, esattamente il 28 settembre. Lewis Hamilton lasciava la McLaren per andare in Mercedes, firmando un contratto triennale. In quel momento il team di Brackley era tutto tranne che competitivo, avendo vinto una sola gara in tre stagioni invece delle sedici ottenute dalla McLaren.

Hamilton
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Eppure Lewis decise di provarci, lasciandosi alle spalle la dorata Woking per la grigia Brackley. Stampa in subbuglio e titoloni sui giornali: ‘Il suicidio di una carriera‘, ‘100 milioni di sterline per Hamilton‘, ‘Scelta commerciale‘, ‘Hamilton passa dal team numero 1 al numero 4‘. Parole assurde se si pensa a cosa è successo negli anni a seguire, con la Mercedes riuscita a infilare sette titoli Costruttori consecutivi. Hamilton aveva ancora un Mondiale in bacheca e non vinceva da quattro anni, molti pensarono che fosse una scelta economica quella di andare in Mercedes, che lo avrebbe portato verso un’anonima conclusione della sua carriera. Oggi invece Lewis è il pilota più vincente della Formula 1, con sette titoli e 97 vittorie conquistate. Dal suicidio sportivo fino alla rivincita personale, la storia gli ha dato ragione…