Francesco Molinari
Carmen Mandato/Getty Images

Francesco Molinari ha concluso al 29° posto con 70 (par) colpi il giro iniziale del Vivint Houston Open (PGA Tour) dove è al vertice con 65 (-5) Brandt Snedeker. Tanti i motivi che hanno caratterizzato la gara sul percorso del Memorial Park Golf Course (par 70), a Houston in Texas, dal ritorno del pubblico negli Stati Uniti, con 2.000 spettatori giornalieri, dopo l’apertura della scorsa settimana alle Bermuda (500 persone), alle prove incerte di Dustin Johnson e di Brooks Koepka e fino alla “buca in uno” dello scozzese Martin Laird.

Nell’evento che precede il Masters Tournament (Augusta National, 12-15 novembre) ultimo major di un 2020 anomalo, Snedeker, 39enne di Nashville, nove titoli sul circuito e una FedEx Cup (2012), ha segnato sei birdie e un bogey che gli hanno dato due colpi di vantaggio su Michael Thompson, Scottie Scheffler, Harold Varner III, sul messicano Carlors Ortiz e sugli australiani Jason Day e Cameron Davis (67, -3).

Tra i concorrenti in ottava posizione con 68 (-2) l’australiano Adam Scott, uno dei due giocatori al ritorno in campo dopo la guarigione dal Covid-19. L’altro, Dustin Johnson, numero uno mondiale, non è stato altrettanto brillante e occupa il 63° posto con 72 (+2) e con l’obbligo di risalire rapidamente la graduatoria per non rischiare di lasciare il trono allo spagnolo Jon Rahm, anche se questi ha rinunciato a partecipare. Insieme a Johnson si trovano Brooks Koepka e Lanto Griffin, che difende l’unico titolo nel suo palmarès. Hanno fatto meglio il giapponese Hideki Matsuyama e il norvegese Viktor Hovland, che hanno lo steso score di Molinari, mentre sono in bassa classifica altri contendenti dai quali ci si attendeva di più: Jordan Spieth, 73° con 73 (+3), l’iberico Sergio Garcia, 88° con 74 (+4), e Phil Mickelson, 110° con 76 (+6), uno dei pochissimi ad essere riuscito a vincere il Masters e la gara che lo precedeva (BellShouth Classic, 2006), impresa che quasi sicuramente non potrà ripetere questa volta.

Francesco Molinari, alla seconda gara dopo essere stato fermo sette mesi per il lockdown e per il trasferimento da Londra a Los Angeles, è stato costretto a rincorrere il par fin dalle prime due buche chiuse con due bogey, poi è stata altalena fino alla 10ª quando dopo due birdie e tre bogey i colpi sopra par sono divenuti tre. Quindi l’ottimo finale e il gran recupero con tre birdie. Nove giocatori non hanno completato il turno per sopravvenuta oscurità, ma non modificheranno la classifica. Il montepremi è di 7.000.000 di dollari.

“Buca in uno” di Martin Laird – Martin Laird, 37enne di Glasgow, quattro successi sul tour, l’ultimo a ottobre nello Shriners Hospitals for Children Open, ha realizzato una “hole in one” centrando dal tee la buca 2, par 3 di 142 yards, utilizzando un ferro 9. E’ il suo terzo ace in carriera e il secondo consecutivo in questo torneo, dopo quello ottenuto la scorso anno alla buca 7. La prodezza non gli ha reso molto, poiché unita a due birdie e a sei bogey ha fatto un totale di 72 per il 63° posto.

Il torneo su GOLFTV – Il Vivint Houston Open viene trasmesso in diretta da GOLFTV, piattaforma streaming di Discovery (info www.golf.tv/it), con collegamenti ai seguenti orari: da venerdì 6 novembre a domenica 8, dalle ore 18 alle ore 21.