Lewis Hamilton
(Photo by Stephanie Lecocq/Pool via Getty Images)

Ha vissuto in pieno il ciclo di vittorie della Mercedes, lasciandola solo alla fine dello scorso anno per tornare a casa e lavorare a Parma, presso la Dallara. Aldo Costa però non è stato dimenticato dal team di Brackley, in particolare da Toto Wolff, che lo ha ricordato dopo la vittoria del settimo titolo Costruttori.

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Un atto dovuto, visto che l’ingegnere italiano era presente quando tutto iniziò nelle vecchie prigioni di Oxford trasformate in un hotel di lusso, dove nacque il ciclo Mercedes: “avevamo dei cartelli su cui mettere progetti e ambizioni, io ho scritto che non dovevamo pensare di vincere un titolo, ma di conquistarne tanti. Non era una sbruffonata, è che si tratta di obiettivi che richiedono processi organizzativi completamente diversi. I valori costruiti in Mercedes sono una questione culturale che secondo me sta alla base di tutti i grandi successi sportivi. In questo la Mercedes è come gli All Blacks: le persone passano, la cultura che hanno costruito resta e si rafforza. Chi va prepara il futuro, cresce i successori nella stessa filosofia. E’ anche un modo di adeguarsi alle vicissitudini della vita. Ed è per questo che continuo a immaginare una Mercedes molto forte. E non vedo chi potrà fermarla“.