Il ciclo Mercedes è nato in una prigione, Aldo Costa svela: “ricordo cosa accadde. Futuro? Non ce n’è per nessuno”

L' ingegnere italiano ha rivelato come è cominciato il ciclo di vittorie della Mercedes, ammettendo come difficilmente le altre scuderie ridurranno il gap

Ha vissuto in pieno il ciclo di vittorie della Mercedes, lasciandola solo alla fine dello scorso anno per tornare a casa e lavorare a Parma, presso la Dallara. Aldo Costa però non è stato dimenticato dal team di Brackley, in particolare da Toto Wolff, che lo ha ricordato dopo la vittoria del settimo titolo Costruttori.

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Mark Thompson/Getty Images

Un atto dovuto, visto che l’ingegnere italiano era presente quando tutto iniziò nelle vecchie prigioni di Oxford trasformate in un hotel di lusso, dove nacque il ciclo Mercedes: “avevamo dei cartelli su cui mettere progetti e ambizioni, io ho scritto che non dovevamo pensare di vincere un titolo, ma di conquistarne tanti. Non era una sbruffonata, è che si tratta di obiettivi che richiedono processi organizzativi completamente diversi. I valori costruiti in Mercedes sono una questione culturale che secondo me sta alla base di tutti i grandi successi sportivi. In questo la Mercedes è come gli All Blacks: le persone passano, la cultura che hanno costruito resta e si rafforza. Chi va prepara il futuro, cresce i successori nella stessa filosofia. E’ anche un modo di adeguarsi alle vicissitudini della vita. Ed è per questo che continuo a immaginare una Mercedes molto forte. E non vedo chi potrà fermarla“.