La paura del coma e l’impotenza davanti al virus, Gerry Scotti rivela: “mi sono sentito davvero in colpa”

Il presentatore tv è tornato a parlare della sua positività al Coronavirus e di quello che ha dovuto passare in ospedale, dove era tangibile la paura

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Ha superato il Coronavirus e lo ha fatto con coraggio e determinazione, ma non sono mancati i momenti difficili per Gerry Scotti. La terapia intensiva, l’ossigeno e la lontananza dai suoi cari hanno reso quelle settimane complicate, prima del definitivo ritorno a casa.

Andreas Rentz/Getty Images

Intervistato da ‘Chi’ per il numero del 25 novembre, il presentatore ha ammesso: “ho pensato alla mia famiglia, alla mia compagna, ai nostri figli, alla mia nipotina che sta per arrivare e, quando ero all’anticamera della terapia intensiva, ho pensato: ‘ma perché proprio a me? Se mi intubano e resto in coma per 40 giorni, cosa succede? Non ho lasciato detto niente a nessuno, neanche una parola a Gabriella, a Edoardo. Mi sentivo in colpa per l’improvvisa impotenza di un uomo che è sempre sul pezzo e all’improvviso si sente incapace. Quando sono tornato a casa, e nell’anticamera mi sono dovuto spogliare per buttare tutti i vestiti in un sacco per portarli a disinfettare, ho vissuto uno dei momenti più commoventi e più intensi: mi guardavano tutti con le lacrime agli occhi, persino il cane piangeva“.