Italia
Claudio Villa/Getty Images

Tre anni fa il punto più basso della storia azzurra, che appare oggi quanto più distante possibile. Proprio così, perché da quell’Italia di Ventura che fallì l’accesso al Mondiale del 2018 a questa di Mancini sembrano passati decenni, non poco più di 1000 giorni.

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Un’era geologica sia per quanto riguarda l’atteggiamento che per il gioco, sempre elegante e fluido in ogni momento della partita. Lo si è ripetuto spesso, ma Roberto Mancini ha davvero costruito una macchina perfetta, conquistando oggi la qualificazione alla Final Four di Nations League, superando in trasferta la Bosnia e chiudendo al comando il Gruppo A senza sconfitte. Percorso immacolato per gli azzurri, capaci di subire solo due gol in sei partite: un’inezia considerando i sette gol invece realizzati. Un successo, quello firmato Belotti e Berardi, che regala il pass per l’élite europea, da dove l’Italia mancava da troppi anni.

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Adesso è tornata con le credenziali giuste, potendo sfidare ad armi pari Francia, Spagna e Belgio: ossia quelle che saranno le avversarie nell’ultimo atto della Nations League che si giocherà nel nostro Paese il prossimo ottobre. Prima ci saranno le qualificazioni ai Mondiali in Qatar del 2022 e poi l’Europeo che si sarebbe dovuto giocare quest’anno, due percorsi impegnativi che gli azzurri affronteranno con il coltello tra i denti, consapevoli di poter davvero stupire. Limiti non ce ne sono più, il ct Mancini li ha abbattuti tutti vittoria dopo vittoria: il momento delle rivincite è finalmente arrivato.