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Quique Setién resterà sicuramente nella storia del Barcellona, ma non per risultati positivi o trofei conquistati, bensì per essere stato l’allenatore nella sconfitta per 8-2 in Champions League contro il Bayern Monaco.

Lionel Messi
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Una partita che gli costò l’esonero da parte del club, sancendo la fine del suo rapporto con il Barça. Un’avventura, quella in blaugrana, caratterizzata dal difficile rapporto con Lionel Messi, raccontato da Setién in una chiacchierata con Vicente Del Bosque per ‘El Pais’: “penso che Messi sia il migliore di tutti i tempi. Ci sono stati altri grandi giocatori, ma la continuità che ha avuto questo ragazzo nel corso degli anni non l’ha avuto nessuno, forse Pelè. C’è un altro aspetto di Leo, che non è relativo al calciatore e che è più complicato da gestire. Vedi cose che non ti aspetti, ma succede con tanti atleti. Lui è molto riservato ma ti fa capire le cose che vuole. Il problema è che la prospettiva dall’interno non è la stessa che si percepisce all’esterno. Per certi giocatori l’unica cosa che conta è vincere, il resto ha poca importanza. Fino a quando non smetti di giocare, non vedi chiaramente la realtà della vita“.

Setien
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Setién infine ha ammesso: “al Barça non sono stato me stesso, non sono stato in grado di esserlo. Quando firmi per un club di una dimensione come il Barça sai già che le cose non saranno facili anche se alleni i migliori giocatori del mondo. La realtà è che non potevo essere me stesso, non ho fatto quello che dovevo fare. E’ vero che avrei potuto prendere decisioni drastiche, ma non avrebbero aggiustato nulla in uno spazio così breve come quello che avevo. L’8-2 contro il Bayern? Mi assumo la mia percentuale di colpe, ma un giorno potrei scriverne un libro“.