Milano, 14 ott. (Adnkronos) – Il 2020 per il mondo dell’acciaio si chiuderà “in modo sicuramente insoddisfacente sia per quanto riguarda i volumi che per ciò che concerne la redditività”. E’ quanto fa presente Federacciai, in occasione dell’assemblea della federazione delle imprese siderurgiche. Nei primi otto mesi dell’anno, la produzione è scesa del 17%.
In particolare, spiega il presidente Alessandro Banzato, “per il nostro settore già l’anno scorso si era chiuso con segnali recessivi (con volumi produttivi in calo del -5,2% – in linea con l’andamento europeo – e una contrazione delle marginalità), ma il 2020 si era aperto con piccoli segnali di ripresa che lasciavano ben sperare”. Poi, è arrivato il Covid e la produzione è scesa del 40% a marzo e del 30% ad aprile.
“A partire da maggio è iniziato un lento recupero che ci ha permesso di riassorbire una parte delle perdite precedenti arrivando a segnare ad agosto un aumento mensile del 9,7%. Il dato progressivo dei primi 8 mesi segna un meno 17%. Complessivamente stiamo andando meglio rispetto alla media europea che nei primi otto mesi dell’anno ha perso il 18,6% della produzione. Siamo ormai quasi allineati all’andamento tedesco (-16,5%) e stiamo staccando Francia e Spagna che, a causa in alcuni casi di fermate degli impianti, perdono circa il 27% ciascuna. Fuori dal contesto europeo – sottolinea – la Cina prosegue invece la sua ‘marcia trionfale’ verso l’obiettivo di superare il miliardo di produzione annua. Con 689 milioni di tonnellate nei primi otto mesi segna un più 3,7% e rappresenta oggi il 58% dell’intera produzione mondiale”.