(Adnkronos) – Il vicepresidente della Camera chiedeva quindi alla ministra dell’Istruzione di “adottare le iniziative di competenza per evitare la diffusione di una visione politicizzata della storia nelle scuole, evitando che sia altresì consentito un indottrinamento delle nuove generazioni” e di “dare indirizzi, per quanto di competenza, ai dirigenti scolastici per distinguere la festa della Liberazione dall’inno dei partigiani, divisivo ed evocatore di violenze storicamente accertate”.
Nella risposta Azzolina ricorda innanzi tutto che “la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Piglio ha sporto querela contro ignoti per il reato di diffamazione, a seguito della lettura di alcuni post, apparsi su Facebook, nei quali veniva offesa l’immagine della scuola e di una docente di musica per aver assegnato ad una classe il compito di svolgere con uno strumento musicale (flauto dolce) la canzone ‘Bella Ciao'”. Questione di competenza quindi dell’autorità giudiziaria.
“Da quanto riferito, la canzone ‘Bella Ciao’ -spiega poi la titolare del dicastero di Viale Trastevere- ha sempre fatto parte del libro di testo adottato dalla scuola. In particolare, il brano in questione, assegnato con lo scopo di essere suonato con il flauto dai discenti, rientra nel novero dei canti popolari in trattazione nell’ambito della musica leggera e precisamente nel capitolo dedicato alle ‘canzoni del presente e del passato'”.