Jose Mourinho e Schurrle
Richard Heathcote/Getty Images

Si è ritirato da poco dopo una carriera piena di alti e bassi, impreziosita però dalla vittoria del Mondiale 2014 con la Germania. Andre Schürrle avrebbe potuto scrivere altre pagine importanti nel calcio, ma purtroppo non ci è riuscito anche a causa di una brutta intossicazione alimentare avuta ai tempi del Chelsea.

Jose Mourinho e Andre Schurrle
Richard Heathcote/Getty Images

Proprio in quel periodo è venuto a contatto con José Mourinho, del quale Schürrle non ha un buon ricordo, come ammesso nel corso di un’intervista su Youtube con il giornalista Joko Winterscheidt: “José è un tipo brutale. E io continuavo a chiedermi: ‘Ma che fa? Perchè mi tratta così? Perchè si comporta così con la gente?’. Ma guardando indietro mi rendo conto di quello che voleva da me e delle risorse con cui lavorava. All’epoca non riuscivo a fare quello che mi chiedeva a causa dei suoi metodi sbrigativi e della pressione psicologica. In quel momento era complicato, spesso tornavo a casa dopo aver parlato con lui e pensavo che non potevo continuare così. Cosa potevo fare? La pressione che creava era estrema. Durante gli allenamenti pensavo che guardasse solo me, anche se alla fine probabilmente non era così“.

Mourinho
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Schürrle poi ha rivelato anche un clamoroso retroscena: “mi metteva in testa che erano cose complicate da capire. All’addio di Ballack, che c’è stato quando io ero già d’accordo con il Chelsea, l’allenatore della mia squadra era Mourinho. Mi fa: ‘se oggi non segni due gol, quando arrivi ti mando subito in prestito al Southampton’. Non sapevo se scherzasse o no. Spesso giocavo dall’inizio e mi sostituiva all’intervallo e la partita dopo finivo in tribuna. All’epoca non capivo e la mia fiducia in me stesso è crollata. Il mio ego era ferito. Solo dopo ho cominciato a pensare a cosa gli potesse passare per la testa“.