Robinho
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Robinho deve fare i conti con un periodo alquanto turbolento della propria vita, reso complicato dalla sentenza di un tribunale italiano che lo ha condannato a 9 anni di carcere per il reato di violenza sessuale commesso nel 2013, quando il brasiliano giocava nel Milan.

Robinho
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Gli atti di quel processo sono finiti in mano al reporter Lucas Ferraz di Globo Esporte, che le ha rese pubbliche spingendo il Santos a licenziare in tronco Robinho. Una situazione che ha fatto infuriare anche Damares Alves, ministro brasiliano dei diritti umani, della famiglia e delle donne che ha chiesto immediatamente il carcere per il giocatore classe ’84: “prigione, subito. Non ho altre parole da aggiungere. So che c’è ancora un appello, ma adesso c’è anche un audio. Di cosa abbiamo bisogno ancora? Prigione. Nessuno stupratore può essere applaudito. Vedendo le trascrizioni di ciò che è avvenuto mi ha provocato nausea e voglia di vomitare. È stato molto brutto aver letto quello che ho letto, soprattutto da un calciatore come lui. Parliamo di un crimine e l’aggressore non merita alcuna considerazione. Non dobbiamo fare alcuna concessione solo perché è un giocatore. Deve scontare la sua pena, lì o qui, immediatamente“.