Francesco Pecoraro/Getty Images

Il mistero degli ultimi giorni è quello che coinvolge Achraf Hakimi, risultato positivo poco prima del match di Champions League contro il Borussia Monchengladbach e negativo nella giornata di ieri. Quarantotto ore per passare da contagiato Covid a guarito, un po’ strano considerando che ci vogliono almeno dieci giorni per liberarsi dal virus.

Hakimi
Marco Luzzani/Getty Images

L’Inter dunque vuole vederci chiaro in questa situazione, avendo dovuto fare a meno di uno dei propri giocatori migliori all’esordio nella fase a gruppi di questa edizione di Champions, pareggiando 2-2 a San Siro. In queste ore la dirigenza è impegnata ad ottenere tutte le garanzie e le certificazioni sanitarie necessarie per farlo giocare già oggi contro il Genoa, prova ne è che Hakimi è già in viaggio verso la Liguria convinto di poter scendere in campo. Dopodiché, Marotta si occuperà di quanto successo nella giornata di mercoledì, quando la positività dell’esterno marocchino è giunta dopo le 16 in seguito ad una rivalutazione del tampone precedentemente negativo effettuata dal laboratorio Synlab, autorizzato dalla Uefa. Ovviamente Hakimi è risultato essere in fin dei conti un falso positivo, ma l’Inter vuole vederci chiaro avendo dovuto fare a meno di un proprio pilastro per una partita così importante come quella contro il Borussia Monchengladbach.