MATTEO DUNCHI

L’Etna e Vincenzo Nibali hanno sempre avuto un rapporto stretto, quasi fraterno. La tappa di ieri lo ha confermato nuovamente, con lo Squalo trovatosi a suo agio sui ripidi pendii del vulcano siciliano, scalato fin da bambino insieme a papà Salvatore.

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Matteo Dunchi (c)

Ricordi indelebili che l’alfiere della Trek-Segafredo ricorda con gioia, sottolineando come queste strade siano per lui come il terreno di casa: “questo è il primo versante in assoluto dell’Etna che ho scalato da bambino. Ero con mio papà Salvatore e aveva tirato fuori una cima, così mi ero attaccato a lui. Potevo avere 12-13 anni, non di più. Eravamo tutti e due in bici. Era una cosa che avevamo fatto con la cicloturistica di Messina. Un gruppo di cicloamatori, amici. A quei tempi era ancora più bello perché il ciclismo era proprio vissuto dalle famiglie, che venivano al seguito. Avevamo fatto la Messina-Etna/Piano Provenzana. Ovviamente, siamo rientrati in auto“.