Vincenzo Nibali
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La diciannovesima tappa del Giro d’Italia non sarà ricordata per la vittoria di Josef Cerny, bensì per la protesta dei corridori che hanno imposto alla Direzione Gara di accorciare la frazione di 130 km per via delle condizioni atmosferiche.

Matteo Dunchi (c)

Una situazione paradossa, che Vincenzo Nibali ha spiegato così nel post tappa ai microfoni della Rai: “quando sono arrivato al foglio firma ho visto che c’erano tutti i corridori radunati. Nessuno ha parlato con me, è arrivata questa decisione e si è deciso di fare questo taglio della tappa. Non si sa il motivo e mi hanno detto che è stata l’Associazione Ciclisti Professionisti. Hanno detto che sapevamo? Una chat di Telegram non è il modo giusto per parlare, Bernard Julien mi ha detto che la sera prima c’erano dei rumors, ma non pensavo a un taglio della tappa così. Noi oggi siamo partiti ben vestiti sapendo di fare 250 km sotto la pioggia e ovviamente anche la sera prima avevamo mangiato per fare una giornata così. La decisione è particolare, difficile dire se è giusta o no. Penso che abbiamo corso in condizioni più estreme, questa era un po’ al limite, ma non so dire se era il modo giusto di prendere questa decisione. Onestamente non lo so”.