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Il 2022 è maledettamente lontano, l’unica ancora di salvezza che adesso tirerebbe fuori la Ferrari dalla tempesta in cui è finita è al momento solo un puntino all’orizzonte.

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La barca oscilla pericolosamente, non resta che provare a remare tutti insieme per uscire da una situazione peggiore del previsto. Il 2020 non sarà di certo ricordato come un anno positivo per il Cavallino, partito malissimo con l’accordo con la FIA sulla power unit e proseguito il divorzio burrascoso da Vettel, che passerà a fine anno alla Racing Point. A questo vanno aggiunti i pessimi risultati ottenuti in pista, con la Ferrari che al momento occupa la sesta posizione nella classifica Costruttori, dietro addirittura a McLaren e Renault.

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Una situazione tremenda, resa più difficile dai presunti dissidi interni che sarebbero scoppiato all’interno del team. Secondo quanto riferito al podcast Pit Talk dal direttore di Autosprint Alberto Sabbatini, ci sarebbero pesanti contrasti tra il team principal Mattia Binotto e il capo dell’area telaio Simone Resta. Quest’ultimo, tornato dall’esperienza in Alfa a fine 2019, non ha mai visto di buon occhio Binotto, considerando che queste frizioni tra i due risalgono a diversi anni fa, quando le cose in casa Ferrari procedevano per il verso giusto. L’attuale situazione invece non aiuta a risolvere questi dissidi, che potrebbero portare al collasso una scuderia che al momento viaggia su un filo sottilissimo.