(Adnkronos) – I soldi dello Stato, tra l’altro, “non devono fare concorrenza sleale ai privati che hanno investito”, anche perché “non vorremmo trovarci a combattere contro il dumping nostrano”.
Secondo Banzato, nel caso delle aziende in crisi, “è necessario salvaguardare ciò che è veramente strategico e non le attività che sono ormai fuori mercato. Nel caso dei prodotti piani, ad esempio, dal 2012 al 2019 la produzione di coils a Taranto si è dimezzata da 9,3 milioni di tonnellate a 4,5 milioni. Con un consumo aumentato di 2,2 milioni di tonnellate nello stesso periodo le importazioni sono passate da 5,6 milioni di tonnellate a 9,6 milioni. Questa è la dimostrazione, numeri alla mano, che per tutta la filiera Taranto è un asset necessario e strategico”, ha fatto presente.
C’è, ribadisce ancora, la disponibilità delle acciaierie italiane a sedersi intorno ad un tavolo e a discutere “le condizioni di fattibilità tecnica ed economica di un impianto di produzione di preridotto ed HBI a Taranto la cui capacità in eccesso potrebbe essere utilizzata nelle acciaierie del nord per migliorare la qualità della carica ed avere una alternativa all’utilizzo del rottame che in Italia scarseggia”, conclude.