Khabib Nurmagomedov
Foto Getty / Francois Nel

Storie di nuovi inizi ma anche di grandi ritorni su DAZN (Attiva ora il tuo abbonamento): dall’intervista ad Alessandro Spanò, ex difensore e capitano della Reggiana tornata in Serie B dopo 21 anni, alla notizia del ritorno sul ring di Anthony Joshua in programma il 12 Dicembre in diretta dall’O2 Arena di Londra. Manca meno tempo, invece, allo scontro tra Khabib e Gaethje, sul quale aleggia il ricordo del padre del lottatore russo.

DALLO STUDIO DELL’AVVERSARIO ALLO STUDIO DELLE MATERIE: SPANÒ LASCIA IL CALCIO

Per Alessandro Spanò è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo e rispolverare i libri: una scelta per molti prematura, per altri incomprensibile, soprattutto dopo l’atteso approdo della Reggiana in Serie B, impresa cui il giovane difensore brianzolo ha contribuito ampiamente indossando la fascia da capitano. Lui, 26 anni da poco compiuti e una laurea conseguita proprio il giorno dopo la promozione in Serie B, nell’intervista rilasciata a DAZN (Attiva ora il tuo abbonamento) e già disponibile in piattaforma parla di bisogni da colmare intraprendendo una nuova strada, forse meno dinamica del calcio ma altrettanto stimolante. Quello di Spanò non è un biglietto di solo andata, perché la borsa di studio vinta per frequentare il master che gli ha cambiato la vita si articola in più tappe: Londra, Shanghai e San Francisco, dove concluderà il percorso di studi nel 2022. Nella valigia non può mancare lo spazio per i compagni di squadra, la Reggiana e Reggio Emilia, che definirà sempre e senza alcun dubbio “la sua città”.

Alessandro Spanò: Nel momento in cui ho avuto la notizia dell’ammissione sapevo che quella sarebbe stata la mia strada. Non era una questione di categoria o di risultati che avrebbe inciso sulla mia decisione. Naturalmente l’obiettivo primario era quello di portare a termine un percorso che avevo iniziato da piccolo: Quello di raggiungere un traguardo importante come la Serie B. Non potevo chiedere di meglio che poter concludere la mia avventura in questo modo”.

SUL SUO FUTURO

Sono stati due mesi intensi, pieni di cambiamenti. Non ho avuto neanche tanto tempo per fermarmi e pensare a quel periodo. Sono dei mesi con stimoli sempre nuovi. Ho già intrapreso la nuova strada e sono lanciato verso quello che sarà il mio futuro nei prossimi anni.

SULLA REGGIANA E SULLA CITTÀ DI REGGIO EMILIA

Quando ho visto l’ingresso dei ragazzi in campo ero davvero orgoglioso. Ero felice perché so quanto può voler dire cavalcare certi palcoscenici. Ero entusiasta per i miei compagni. La mia sfera personale ora è un’altra. Non ho il rimpianto di non essere qui. Sono felice di poterla vivere in maniera sempre molto vicina a loro. Cercherò per quanto possibile di stare sempre vicino ai ragazzi e alla società, in parte da tifoso.

Questi anni li ho trascorsi fianco a fianco con la città di Reggio Emilia, con le persone. Sono arrivato qui da giovane e mi hanno accolto in maniera incredibile. Mi hanno aiutato in questo percorso di crescita. Quindi sento davvero Reggio Emilia la mia città e le persone parte della mia famiglia.

SUL SOGNO DEL CALCIO E SULLA SUA SCELTA DI ANDARSENE

Da bambino ero come ora, sempre in cerca di tanti stimoli, che amava mettersi in gioco, che amava anche la competizione e che quando aveva un desiderio faceva di tutto per realizzarlo. Lo è stato per tanti anni quello del calcio ed è stato un sogno poterlo realizzare.

Chiaramente non avevo la minima idea che la mia vicenda potesse avere un impatto del genere e che sia potuta servire dopo un periodo difficile, come quello del lockdown, per dare un pochino di coraggio a prendere decisioni che non sono cosi usuali.

KING JOSHUA TORNA NELL’ARENA (LA O2 DI LONDRA)

Dopo lo scivolone che ha cambiato la storia e che gli è costato il titolo mondiale contro Andy Ruiz e riconquistato poi alla Diriyah Arena in Arabia Saudita, Anthony Joshua non può permettersi altri errori. Il 12 Dicembre in diretta su DAZN (Attiva ora il tuo abbonamento) dall’O2 Arena difenderà la cintura e il titolo di campione del mondo contro il bulgaro Kubrat Pulev, che viene soprannominato il “Cobra” per motivi e numeri ben precisi. La carriera di Pulev, infatti, contiene una sola nota fuori posto su 29 combattimenti, la sconfitta contro la leggenda moderna Wladimir Klitschko nel 2014. L’incontro tra le due stelle della lotta sarebbe dovuto avvenire al Principality Stadium di Cardiff nell’ottobre 2017, ma saltò a causa di un infortunio ai danni di Pulev che ora avrà l’opportunità di rovinare i piani del campione in carica. AJ sembra abbastanza tranquillo sulla sua forma fisica e sul risultato finale, e commenta così la location che da sempre gli sta molto a cuore: “L’O2 è la tana del leone originale, ho un sacco di trascorsi in questa Arena, ma senza i tifosi mancherà qualcosa di enorme. Rispetto ogni avversario e rispetto Pulev. Gli auguro ogni bene durante la sua preparazione”. Non resta che fare il countdown, magari scandito da un rewatch degli incontri già disponibili in piattaforma.

IN GABBIA CON KHABIB E GAETHJE

Ormai poche ore ci separano dallo scontro di sabato 24 Ottobre alle 20:00 su DAZN (Attiva ora il tuo abbonamento) tra i due temibili fighter Khabib e Gaethje, i cui profili sono stati attentamente analizzati nel contenuto già disponibile in piattaforma, una vera e propria anteprima dello spettacolo che attende gli appassionati. In particolare il focus è sul russo Khabib, combattente sin dalla tenera età, quando a 9 anni veniva immortalato alle prese con un orso. Oggi l’orso è lui, e in gabbia si porta la tecnica e il rigore impartitogli dal padre che, nel Daghestan, piccolo villaggio tra le montagne situato in una zona povera della Russia, gli insegnò il sambo, l’arte marziale russa con cui addestravano i soldati dell’Armata Rossa. Purtroppo proprio quest’estate il suo “maestro” è venuto a mancare, lasciando nel vincitore di 28 incontri su 28 la voglia di trasformare questo vuoto nella carica necessaria per portare a casa anche questo match. Niente però è scontato con l’avversario statunitense Gaethje, che vorrà confermare il soprannome “Highlight” con una specialità, sempre inaspettata, delle sue.