Immobile
Alessandro Sabattini/Getty Images

Sbagliare ci sta, anzi è doveroso. Impossibile non farlo, soprattutto per la natura che ci contraddistingue. Quella umana. Peccato però che in questo nostro essere, ci sia spazio anche per la frustrazione e la critica facile.

Immobile
Alessandro Sabattini/Getty Images

Quella che fa aprire la bocca senza collegare il cervello, portando una massa a blaterare parole senza senso al cospetto di una realtà che dice tutt’altro. Ciro Immobile è finito nel mirino di questa gente che, di calcio, sembra capirne ben poco. La prova? Le pessime offese rivolte alla Scarpa d’Oro 2019/2020 dopo Italia-Olanda, caratterizzata da alcuni errori sotto porta senza i quali gli azzurri avrebbero forse portato a casa i tre punti. Facile adesso, dopo questo tipo di serate, puntare il dito contro Ciro Immobile accusandolo di essere il male di questa Italia. Molto più difficile lo sarà tra qualche giorno, quando l’attaccante della Lazio tornerà a segnare zittendo nuovamente i suoi detrattori. Del resto, i 36 gol segnati nella scorsa stagione stanno lì a dimostrarlo, anche se pure in quell’occasione le bocche non hanno smesso di aprirsi: “si vabbé, ma quanti rigori ha tirato?“.

Ciro Immobile
Foto Getty / Paolo Bruno

Dal dischetto bisogna avere personalità e, cosa più difficile, bisogna segnare prima di aggiornare il pallottoliere. A volte però lo si dimentica spesso, così come ci si dimentica del valore di un giocatore che ha dimostrato in carriera il suo feeling con il gol, caratteristica che pochi attaccanti in Serie A hanno dimostrato di avere. Dunque giù le mani da Ciro Immobile cari frustrati e ignoranti, altrimenti sarà più difficile tacere quando le reti torneranno a gonfiarsi e, a quel punto, ci sarà ben poco da nascondersi.