Roma, 15 ott. – (Adnkronos) – L’economia dell’Eurozona ha messo a segno un “rimbalzo più rapido del previsto dopo la revoca dei lockdown” ma “le nuove restrizioni in alcuni paesi a seguito di un aumento dei casi di COVID-19 rischiano di pesare sulla ripresa”. LO scrive l’agenzia S&P in una analizi dell’eocnomia della zona euro, in cui stima al 7,4% la contrazione del Pil 2020 nell’area (contro una previsione di -7,8% fatta a giugno) seguita da un rimbalzo del 6,1% il prossimo anno.
S&P osserva come “il sostegno della politica fiscale e monetaria è stato fondamentale per la rapida ripresa dell’attività”, ripresa che dovrebbe diventare – anche grazie al Recovery Fund – “più ampia e sostenibile a partire dalla metà del 2021, quando potrebbe diventare disponibile un vaccino” contro il Covid-19. Sul fronte monetario per S&P è improbabile che la Banca centrale europea irrigidisca la sua politica prima del 2023 dal momento che l’output gap nell’Eurozona “rimarrà ampio, portando a pressioni inflazionistiche molto basse”.
Fra i paesi considerati S&P si attende per il 2020 un calo del Pil in Germania del 5,4% (0,8 punti meglio di giugno) e un recupero quasi integrale il prossimo anno con un +4,7%. Quanto alla Francia la stima è di un 2020 peggiore dell’Italia con un Pil a -9,0% seguito però da un consistente +7,7% nel 2021 grazie anche a forti interventi di stimolo da parte del governo di Parigi, pari al 4% del Pil.