Roma, 4 set. (Adnkronos) – La quota delle imprese che ha lamentato seri rischi operativi che ne mettono in pericolo la sopravvivenza nel 2020 è pari al 38% a livello complessivo ma risulta assai più alta in alcuni dei principali settori tourism-oriented: il 57,8% delle imprese dell’alloggio e il 66,5% di quelle della ristorazione, e più di sei imprese su dieci dei comparti della cultura, sport e intrattenimento. E’ quanto emerge dalla memoria dell’Istat depositata in occasione dei lavori della Commissione Bilancio della Camera sul dl agosto.
La crisi, rileva l’Istat, “sembra aver spiazzato una quota significativa delle imprese dei comparti tourism-oriented, soprattutto quelle di minori dimensioni, che rappresentano ad ogni modo una platea particolarmente importante in tali settori. In particolare, circa un’impresa su tre nella cultura, sport e intrattenimento non ha messo in opera nessuna strategie di risposta alla crisi, quota che scende a poco meno del 20% nella ristorazione e nei servizi di alloggio”.
D’altra parte, sottolinea l’Istituto di statistica, “la maggior parte delle unità produttive che hanno delineato strategie di risposta ha programmato una contrazione o una riorganizzazione dell’attività. In tutti i settori interessati, con l’eccezione del settore delle attività culturali (11,7%), meno di un’impresa su dieci ha espresso l’intenzione di espandere l’attività nei mesi successivi”.