Roma, 15 set. (Adnkronos) – L’Agenzia Spaziale Europea si prepara alla missione Hera di difesa planetaria e, con il contratto da circa 130 milioni di euro sottoscritto oggi con Ohb Germania, “siamo in prima linea come Europa e come Italia” per queste nuove missioni sugli asteroidi. A scandirlo intervistato dall’Adnkronos è Franco Ongaro, Direttore tecnologia, ingegneria e qualità dell’Esa e responsabile del sito Estec dell’Agenzia, il più grande centro di ricerca spaziale europeo che si trova a Noordwijk in Olanda.
Ongaro sottolinea che “Hera è una missione molto innovativa perché provare a deviare un asteroide e caratterizzarlo con precisione, quindi fare dei modelli utilizzabili nel futuro, è una novità così come esplorare un asteroide doppio qual’è Didymos con la sua luna Dimorphos o Didymoon”. Ma Hera “è anche una missione tecnologicamente avanzata, è una missione molto innovativa, tra quelle che rientrano nella New Space, come si definisce un nuovo modo cioè di fare attività spaziali. E’ una missione interplanetaria, ed oggi firmiamo il contratto in vista del lancio che partirà nel 2024, tempi molto brevi dunque rispetto alle altre missioni, una spetto -segnala Ongaro- che riduce i costi di un a missione”.
Con la firma del contratto di oggi, Ongaro spiega che si dà il via alle attività industriali ed “i 130 milioni di euro pagano lo sviluppo del satellite di Hera e dei due CubSat ‘Milani’ e Juventas’, mentre alla prossima ministeriale Esa del 2022 dovranno essere sanciti i fondi per il lanciatore, le operazioni di lancio e post lancio e prevediamo all’incirca altri 140 milioni di euro raggiungendo così un finaziamento totale per la missione Hera pari a 270 milioni di euro circa”.