max biaggi
Mirco Lazzari gp/Getty Images

La stagione 2020 di MotoGp è senza dubbio tra le più interessanti ed incerte degli ultimi anni, sei vincitori diversi in sette gare, con la sola eccezione di Quartararo riuscito a vincere il doppio appuntamento di Jerez all’esordio. Un campionato esaltante che Max Biaggi sta seguendo con attenzione, colpito dal numero elevato di piloti emergenti che stanno ben figurando al cospetto dei veterani.

iannone
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Sensazioni che il ‘Corsaro‘ ha espresso ai microfoni della Gazzetta dello Sport, esprimendo il proprio pensiero: “è un campionato strano, con ritmi forsennati. Gare tutte attaccate dove gli infortuni e gli errori si pagano, in cui si va fortissimo: a volte la classifica mi sembra quella della Moto3. Tutto dipende non solo dalla gomma posteriore, ma pure dalla centralina unica, come correre due gare sulla stessa pista dà modo a chi aveva faticato di rifarsi. È una bella scuola per chi ha poca esperienza, e di rookie ce ne sono tanti. Mi piacerebbe vedere l’Aprilia giocarsela, conquistare il primo podio. È evidente che sia cresciuta, ma le gare e le posizioni non ti danno il giusto miglioramento. Poi con solo un pilota, e senza Iannone è dura“.

valentino rossi
Mirco Lazzari gp/Getty Images

Biaggi poi ha proseguito: “romanticamente sarebbe bello che dopo tre secondi posti Dovizioso vincesse il Mondiale. Questa rincorsa anticipata al prossimo anno però io la boccio, è destabilizzante. E correre così credo sia complicato, se devi gettare il cuore oltre l’ostacolo, quel di più ti viene sapendo che intorno sono tutti per te. Quartararo? E’ da tenere d’occhio, non scherza. È divertente vedere questi ragazzi, e parlo di lui, Viñales, Bagnaia, Mir, ma anche Morbidelli, uno che a me piace come guida, molto solido. È la generazione dei prossimi dieci anni. Rossi è quello che ha più esperienza, il solo ad avere qualcosa in più di tutti, però, ahimè, non basta solo quella oggi“.

jorge lorenzoInfine, Biaggi ha parlato del possibile ritorno di Lorenzo alla Ducati: “Jorge era motivato, quando mi ha interpellato gli ho consigliato di fare non solo quello che cuore e istinto gli dicevano, ma di ragionare e pensare che nelle competizioni ad altissimo livello, se le fai devi avere un obiettivo vero, non un anno e via, ma spalmato su un tempo in cui ti dai la possibilità di poter vincere. Come è successo con me quando sono tornato in Superbike, determinato a riuscirci a ogni costo. E ce l’ho fatta“.