vincenzo nibali
Bryn Lennon/Getty Images

La sua condizione è tutt’altro che al top, ma Vincenzo Nibali non è tipo da abbattersi o piangersi addosso. Lo Squalo è consapevole dei propri limiti ma ha intenzione di superarli, provando a regalare ai tifosi italiani una giornata da ricordare ai prossimi Mondiali di Imola.

MATTEO DUNCHI

Intervistato alla vigilia della rassegna iridata ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il corridore siciliano ha espresso le proprie perplessità sulla propria forma, promettendo però battaglia: “magari mi sblocco, o magari no. Non posso saperlo. Ma intanto sono qui e poi vediamo. A questa maglia ci tengo tantissimo da sempre. Sono sincero quando riferisco dei dubbi sulla mia condizione. Il percorso è impegnativo, misura 260 chilometri e verrà duro per forza. Potrebbe essere adatto anche a me, ma dipenderà da come starò. Ora non saprei dirlo. Ho avuto sempre delle giornate un po’ così. Paradossalmente, erano arrivati risultati migliori ad agosto. Certo, questa è una stagione strana, senza troppi riferimenti. E, allo stesso tempo, il lavoro che ho fatto c’è, non è che lo abbia perso. All’Appennino, sabato, ho fatto un po’ di ritmo in più. Ma resto una incognita“.

Matteo Dunchi (c)

Lo Squalo ha comunque ammesso i suoi dubbi al ct Cassani: “l’ho fatto e mi ha detto ‘Vincenzo, io ti porto comunque. Uno come te dentro il gruppo… non si sa mai quello che ti puoi inventare anche se non stai bene. E sei importante anche con le parole, con quello che puoi dire ai compagni, gli puoi dare sicurezza. Poi se trovi la giornata buona tutto cambia’. Potrebbe effettivamente succedere di tutto, molte volte mi sono sbloccato da un giorno all’altro. Mi è capitato a volte pure in allenamento, non si sa per quale motivo. Una reazione del fisico, forse. Come peso ci siamo, anche la massa grassa è molto buona. Dipende a volte anche dalle temperature. Se fossero più fresche, probabilmente è meglio“.

Nibali infine ha espresso il proprio giudizio sulla Nazionale che guiderà a Imola: “è come un arco, con tante belle frecce. Le faccio qualche altro esempio. Bagioli fino a quando ha corso ha pedalato molto bene. Anche Masnada. Brambilla è andato forte all’Appennino, facendo una bella azione. E Visconti ha tanta esperienza. Rivali? Van Aert, che al Tour mi ha impressionato, Alaphilippe e Valverde“.