(Adnkronos) – In altre occasioni, i membri del gruppo “hanno contattato direttamente i migranti, già giunti in Italia, al fine di consentire loro la prosecuzione dei loro viaggio verso altri Stati Europei o in alcuni casi anche verso gli Stati Uniti (gestendo la pericolosa tratta del viaggio attraverso i paesi del Sud America)”, spiegano ancora gli inquirenti. Queste attività seriali di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina “sono state garantite a fronte dei pagamenti effettuati o dai migranti stessi o dai loro familiari ed amici, spesso residenti all’estero, i quali hanno inviato il denaro richiesto dai trafficanti mediante il sistema fiduciario ‘hawala” (che consente di trasferire denaro in maniera illecita utilizzando una rete di intermediari (hawaladars) operanti in tutto il mondo)”.
I capi e promotori dell’associazione sono due cittadini eritrei rimasti latitanti, “vertici internazionali del sodalizio operanti principalmente all’estero tra l’Africa, i paesi del Golfo Persico ed altri Stati extraeuropei principali collettori dei flussi monetari derivanti dai proventi del traffico di esseri umani”. Si tratta di Tekliyes Solomon “il capo della cellula operante principalmente nel territorio di Udine” e Ghirmay Mussie e Andemiclael Musie “sono entrambi capi della cellula operante principalmente nel territorio di Milano”.