Roma, 4 set. (Adnkronos) – Un passo alla volta, anche perché lo statuto M5S non permette strappi. I rapporti tesi tra Davide Casaleggio, i vertici grillini e i gruppi parlamentari potrebbero tradursi -almeno nei desiderata di coloro che vorrebbero un passo di lato del figlio del cofondatore del Movimento- in un nuovo rapporto, che vedrebbe Casaleggio come semplice ‘fornitore di servizio’ e non come detentore delle chiavi della piattaforma dove gli attivisti possono esprimere il loro voto. Questo consentirebbe, in sintesi, di continuare a garantire a Milano il pagamento dei 300 euro mensili chiesti a parlamentari e consiglieri regionali, ma con una nuova formula. Staccandosi, appunto, un passo alla volta. E sedando in parte i malumori degli eletti.
Ma è lo Statuto del M5S ad affidare le votazioni di casa 5S alla piattaforma Rousseau, e per cambiare lo Statuto bisogna passare da un voto sulla piattaforma: un cane dunque che si morde la coda. C’è poi chi, nel Movimento, ricorda che Casaleggio è legato a doppio nodo coi 5 Stelle anche per questioni vincolate a simbolo ed associazione. Insomma, un nodo difficile da sbrogliare semmai si dovesse giungere al ‘divorzio’.