Luis Suarez
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L’indagine relativa al presunto esame truffa sostenuto da Luis Suarez, sostenuto presso l’Università per stranieri di Perugia al fine di ottenere con facilità la cittadinanza italiana, continua a tenere banco nelle cronache sportive. Mentre gli inquirenti vogliono vederci chiaro fra intercettazioni telefoniche, tabulati e video delle riunioni via Teams dei docenti che avevano come obiettivo consegnare le domande e far imparare a memoria le risposte all’attaccante, il ‘Corriere della Sera’ ha ricostruito le domande sottoposte al candidato che evidenziano un certo trattamento privilegiato.

Luis Suarez
Foto Getty / David Ramos

Si parte con un banale “Come ti chiami?“, al quale il ‘Pistolero’ ha risposto “Mi chiamo Luis Alberto Suarez Diaz e sono uruguaiano“. Successivamente sono state mostrate due foto al giocatore, raffiguranti rispettivamente un cocomero e un supermercato, nominati in maniera corretta. Poi la richiesta di nominare una città italiana, “Torino“… ovviamente. Professione e residenza: “Faccio il calciatore e sono da 6 anni a Barcellona“. L’esame è stato svolto in 12 minuti e tutti i questiti erano già stati sottoposti a Suarez con un PDF inviato via Teams e finito nelle mani degli inquirenti.