Roma, 24 set (Adnkronos Salute) – Ogni anno nel mondo sono quasi 18 milioni le persone che muoiono per malattie cardiovascolari, prima causa di morte in Italia. Patologie che in Europa, tra costi sanitari diretti e indiretti, ‘pesano’ per 125 miliardi di euro annui. Stili di vita sani e cure farmacologiche rappresentano gli interventi più importanti per la prevenzione primaria e secondaria: negli ultimi 20 anni, infatti, le sole terapie hanno ridotto del 50% la mortalità per cardiopatia ischemica. In Italia tuttavia solo il 50% degli over 65 segue correttamente le cure.
Nelle malattie croniche è particolarmente difficoltoso garantire l’aderenza per periodi molto lunghi, a volte per tutta la vita, complice anche il fatto che spesso in queste condizioni i pazienti hanno comorbidità e assumono altri farmaci. Per diffondere il messaggio che seguire correttamente la terapia fa bene al cuore parte ‘Impazienti Cronici’, arriva la prima web serie realizzata dal Gruppo Servier in Italia, che ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza dell’aderenza alle cure per controllare e convivere con patologie croniche, come quelle cardiometaboliche.
“L’aderenza terapeutica riflette la capacità del paziente di rispettare in modo preciso e con costanza le raccomandazioni del medico riguardanti le dosi, i tempi e la frequenza dell’assunzione del farmaco per l’intera durata della terapia”, precisa Massimo Volpe, direttore Cattedra e Uoc di Cardiologia Università di Roma Sapienza, ospedale Sant’Andrea. “Diverse possono essere le cause della non aderenza, tra cui la dimenticanza, la complessità, la durata e gli eventuali effetti collaterali del trattamento in corso, la mancata consapevolezza della gravità della patologia, il timore di dipendenza, la scarsa motivazione”.
I 6 episodi della web serie raccontano in modo ironico la quotidianità di 6 coppie di ‘impazienti cronici’ che, nonostante un’iniziale difficoltà, hanno imparato l’importanza di seguire correttamente le prescrizioni del medico e attraverso una serie di gag divertenti dispensano consigli preziosi per promuovere comportamenti che favoriscano una migliore qualità della vita per chi deve convivere con questo genere di patologie croniche. Il problema della mancata aderenza riguarda principalmente, ma non esclusivamente, le patologie croniche tra cui spiccano per rilevanza epidemiologica e clinica l’ipertensione arteriosa, il diabete, le dislipidemie e, più in generale, le patologie cardiovascolari, con conseguenze facilmente immaginabili: non adeguato controllo dei valori pressori, glicemici e colesterolemici e, quindi, insufficiente protezione cardiovascolare.
“I principali determinanti del successo terapeutico – dichiara Giovambattista Desideri, direttore Uoc Geriatria, lungodegenza geriatrica e Scuola di specializzazione in Geriatria Università degli Studi dell’Aquila – sono il medico, il paziente e il trattamento: il medico deve essere fermamente convinto della necessità di raggiungere il target terapeutico per ogni trattamento; il paziente deve essere pienamente consapevole dell’importanza di seguire con scrupolo il progetto terapeutico concordato con il proprio medico; il trattamento deve essere efficace, ma anche ben tollerato e semplice da seguire. Ad esempio, nella prevenzione cardiovascolare la terapia di combinazione con 2 o 3 farmaci antipertensivi, opportunamente raccomandata dalle linee guida, rappresenta un eccellente esempio di terapia che coniuga al massimo i requisiti di efficacia, tollerabilità e semplicità”.
Oltre alle conseguenze cliniche, la non aderenza ha un forte impatto sociale ed economico: secondo uno studio condotto in 5 paesi europei, se l’aderenza alle terapie antipertensive salisse al 70%, si potrebbero evitare oltre 82mila infarti e ictus, con un risparmio di 330 milioni di euro. “Tutta la letteratura scientifica ‘ spiega Federico Spandonaro, presidente del Crea Sanità ‘ è d’accordo nell’affermare che esiste una correlazione tra aumento dell’aderenza terapeutica e minori costi per il sistema sanitario nazionale, con impatti diversi a seconda delle patologie. Una maggior aderenza implica, naturalmente, un aumento dei costi in termini farmaceutici che è largamente compensato dai benefici legati, soprattutto, al minor numero delle ospedalizzazioni. Si tratta di un notevole risparmio a livello generale sul Ssn”.
Ma per migliorare le percentuali di aderenza serve un approccio condiviso da parte di tutti gli attori in gioco: medico, paziente, istituzioni e aziende farmaceutiche. “Servier in questo contesto vuole fare la sua parte, convinta del grande valore rappresentato dall’aderenza terapeutica a livello clinico, sociale ed economico”, dichiara Marie-Georges Besse Direttore Medico Gruppo Servier in Italia. “Oltre a investire in ricerca per mettere a disposizione dei pazienti terapie sempre più ‘comode’, come le combinazioni a dosi fisse o le polipillole con più principi attivi nella stessa compressa, da anni è impegnata a fare cultura su questo tema attraverso iniziative di informazione, come Impazienti Cronici e Al Cuore dell’Aderenza.”
“Quando un medico prescrive un farmaco deve accertarsi che il paziente comprenda e segua esattamente le indicazioni”, sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. “La mancata aderenza alle terapie si verifica da sempre e può essere risolta soltanto in presenza di tre fattori: comunicazioni chiare, informazioni precise e spiegazione puntuale dei rischi che si corrono, da un lato, se non si aderisce alla terapia o dei benefici che, dall’altro lato, si avranno se si segue perfettamente la prescrizione”.
‘Impazienti Cronici” sarà online dal 28 settembre su e su corriere.it. Il trailer promozionale sarà diffuso nelle sale cinematografiche del circuito Uci-The Space nel mese di novembre e i messaggi educazionali saranno veicolati anche attraverso la pagina Facebook dedicata ‘Al cuore dell’aderenza’.